La macchina per l’elezione del nuovo Presidente e dei consiglieri della Provincia della “Gallura Nord Est Sardegna” è stata messa in moto, ma non se ne parla abbastanza. Almeno pubblicamente. Forse perché non tutti – a partire dalla maggioranza che governa la Regione – sono d’accordo su un punto cruciale: si voterà secondo le norme attuali (elezioni di secondo grado), oppure si farà pressing sulla giunta regionale, o meglio sulla presidente Alessandra Todde, perché si modifichi la legge e si consenta ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti esattamente come avviene tutte le altre competizioni elettorali? Per quel che se ne sa, almeno ufficiosamente, il capo dell’esecutivo regionale preferirebbe la prima ipotesi. Ampi strati del Movimento 5 stelle sarebbero sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Non la pensano così invece numerosi esponenti (anche di peso) del Partito democratico, i quali sarebbero anche pronti a dar battaglia perché si voti nel modo “tradizionale”. Giusto per mettere le cose al loro posto, ricordiamo che secondo la legge in vigore “Il consiglio provinciale è eletto dai Sindaci e dai consiglieri comunali dei Comuni della Provincia. Sono eleggibili a consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali in carica. La cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale”. C’è di più. Chi spera di fare qualche soldino con questo tipo di elezione, andrà deluso. Solo il Presidente avrà un’indennità (pari a quella che percepisce da sindaco), mentre i consiglieri dovranno accontentarsi di un gettone (un centinaio di euro lordi). Insomma, secondo la ratio della legge, amministrare la Provincia equivale a una sorta di volontariato o di missione sociale e anche questo – nonostante non lo si voglia ammettere – è un ostacolo di cui tener conto per capire se una data ipotetica di consultazione elettorale (giugno) sia credibile oppure sia destinata a slittare chissà sino a quando. Nella recentissima delibera 8/29 dello scorso 5 febbraio, la Todde indica i passaggi per arrivare alle elezioni. “Entro il 30 aprile – si legge nel provvedimento – il Presidente della Regione, con proprio decreto, indice in un’unica tornata, le elezioni dei Presidenti di provincia, dei consigli provinciali e dei consigli delle città metropolitane, da svolgersi entro i 60 giorni successivi all’indizione“. Insomma, l’ipotesi di giugno non è per nulla peregrina secondo questa scuola di pensiero. Ma l’impressione è che il cammino immaginato dal capo dell’esecutivo e dal suo partito sia piuttosto accidentato.

L’iter burocratico intanto va avanti. Per esempio, nella stessa delibera della giunta regionale si legge che il “Commissario straordinario della Provincia di Sassari (Gian Piero Scanu) si è coordinato con gli amministratori straordinari competenti per il territorio della Città metropolitana di Sassari e per il territorio della Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna e ha dato puntuale compimento ai preliminari adempimenti previsti dalla delibera n. 39/31 del 10 ottobre 2024, con la trasmissione all’Assessore competente in materia di enti locali, degli esiti della ricognizione ripartita sulla base della competenza territoriale dei nuovi enti e riguardante le funzioni e i relativi procedimenti, l’elenco dei beni mobili, dei beni immobili, del personale, il rendiconto della gestione dell’ultimo esercizio finanziario e relazione di sintesi relativa alle procedure adottate per la citata ripartizione”. Quindi, sempre secondo quanto si legge nella delibera 8/29, si dispone: a) che i beni mobili e immobili siano assegnati in base alla competenza territoriale dei nuovi enti; b) che il personale sia assegnato tenendo conto della necessità di assicurare la funzionalità dei nuovi enti e della competenza territoriale, anche in considerazione delle interlocuzioni già intervenute con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; c) che, per la suddivisione delle quote delle società in house e delle partecipate, si prenda atto dell’accordo sottoscritto, ai sensi dell’articolo 15 della legge n. 241 del 1990, in data 9 gennaio 2025, tra la Città metropolitana di Sassari e la Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna; d) che la suddivisione dei procedimenti in corso, delle risorse finanziarie e di ogni altra eventuale ulteriore ripartizione, costituisca oggetto di specifico accordo, ai sensi della legge n. 241 del 1990, fra la Città metropolitana di Sassari e la Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna, in base alla competenza territoriale dei nuovi enti”. Si raccomanda infine che questi “accordi debbano essere definiti e trasmessi all’Assessore competente in materia di enti locali entro 30 giorni dall’approvazione della presente delibera” e che “nella definizione dei trasferimenti venga garantita la continuità operativa dell’azione amministrativa e vengano salvaguardati gli equilibri di bilancio degli enti”.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.