L’ aumento preteso dalla Nato delle spese militari in Europa e di conseguenza anche in Italia, non è altro che uno stratagemma ideato dagli Usa, che sono il maggior paese al mondo per la produzione di armamenti, per aumentare le nostre importazioni da questo Paese. Naturalmente è palese che l’Italia e direi tutta l’Europa, non ha nessuna necessità di aumentare queste spese, che in questo momento sono il 2% del Pil (33 miliardi annui) e portarle prima al 3% e poi progressivamente fino al 5% e alla folle cifra di 100 miliardi annui. Tutto si nasconde dietro la pretesa di Trump di riequilibrare in questo modo la bilancia dei pagamenti Usa. E per fare questo adopera tutto il suo peso politico dominante sulla Nato stessa. A chi dice che i nostri armamenti sono ormai obsoleti, si parla del 30% dei carri armati che non funzionano, vorrei ricordare che i nostri carri armati nei passati 80 anni, direi per fortuna, sono stati impiegati soltanto per la sfilata del 2 giugno, e se dovessimo comprarli nuovi, sarebbero comunque di nuovo usati per le prossime sfilate, tanto varrebbe farli di cartone! Gli unici che ne avrebbero necessità sono gli stessi di sempre: Usa e Russia, che devono mostrare i muscoli per fronteggiarsi, esattamente come ai tempi della guerra fredda. Non si capisce perché dovremmo aumentare a dismisura il nostro debito pubblico per questa inutile operazione! Credo che debba bastarci l’esperienza dell’Ucraina, che si è sentita spalleggiata da un disinteressato zio Sam, per poi vedersi presentare un conto di 500 miliardi di dollari che dovrà saldare, cedendo ai suoi benefattori le risorse nazionali. La stessa sorte, se non si fosse capito, toccherà all’Europa e a noi, se dovessimo accettare queste altrettanto disinteressate imposizioni.
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Aumento delle spese militari chiesto dalla Nato: “L’Italia e l’Europa non hanno alcuna necessità di farlo”
“Se si continua così, si arriverà a impiegare la folle cifra di cento miliardi all’anno. Non si capisce perché dovremmo far crescere a dismisura il nostro debito pubblico. Dovrebbe bastarci l’esperienza in Ucraina. Non dobbiamo accettare alcuna imposizione”
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