Il mare nostrum è da queste parti. Sì, le coste della Gallura – quelle che, benedette dai santi, vanno da Santa Teresa a San Teodoro – si confermano le più attrattive dell’isola, e non solo. I dati sulla presenza nell’estate 2024 di yacht e maxiyacht nelle dolci acque del lembo nord orientale della Sardegna nel non sono campati per aria: derivano invece da un monitoraggio satellitare e dunque sono inconfutabili. Nei mesi che vanno a giugno a settembre, infatti, sono stati 4619 i lussuosi panfili cha hanno frequentato almeno una volta le sette principali aree costiere oggetto dello studio. Ma chi va per mare sa bene che gli armatori di quelle imbarcazioni amano visitare diversi specchi d’acqua e dunque i passaggi nelle stesse zone hanno sfiorato le 11mila e 400 unità. Queste le cifre che danno più all’occhio contenute nello studio sulla Nautica legata all’industria turistica realizzato dall’UniOlbia e dal Cipnes, con la collaborazione della Direzione marittima. Alla presenza del vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni, l’analisi è stata presentata dal direttore del Cipnes Aldo Carta, il vero deus ex machina della mattinata, il quale ha messo in risalto “l’estrema importanza del settore nautico nell’economia della Gallura ma anche della Sardegna”. Dopo aver sottolineato la presenza di molti giovani nelle aziende consortili che si occupano di nautica, non a caso Carta ha definito il comparto “un distretto regionale da sviluppare ancora”. Per il neo presidente dell’ente consortle Livio Fideli si è trattato di un “battesimo di fuoco”. Le distribuzioni per aree mette in rilievo le località più frequentate: il record spetta alla zona Arcipelago della Maddalena-Palau (21,74%), seguita dalla Costa Smeralda (19,58%), Porto Rotondo (16,38%), Santa Teresa-Aglientu-Bocche di Bonifacio (14,49%), Tavolara-San Teodoro 10,5%), Cannigione (8,79%) e Olbia-Golfo Aranci (8,42%). È stato anche calcolato l’impatto economico sul territorio: secondo i dati elaborati da “Ambrosetti”, siamo sul 4,2 milioni di euro al giorno per i superyacht (oltre i trenta metri di lunghezza). Il valore complessivo dei superyacht presenti in Gallura è stato stimato in 16,35 miliardi di dollari, mentre il patrimonio totale degli armatori, secondo la rivista Forbes, supera i 1780 miliardi di dollari. Sempre a proposito di cifre, la nautica in Sardegna conta 1885 aziende, con 370 di esse che depositano i loro bilanci: il comparto genera un fatturato di 403 milioni di euro ed è la quinta industria della Sardegna per volume d’affari. “Per il Cipnes – ha dichiarato Fideli – il settore della nautica riveste un’importanza fondamentale, noi abbiamo 90 aziende e ritengo che dal punto di vista professionale non abbiamo nulla da invidiare ad altri territori: non esagero se affermo che siamo un’eccellenza: Ecco, ora le aziende vanno aiutate e supportate per capire in quale modo il sistema possa contribuire a migliorare fatturati, occupazione e indotto non solo nei mesi estivi ma per tutto l’anno”.
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In Gallura il “mare nostrum” per yacht e maxiycht: 4619 presenze (estate 2024) almeno una volta nelle acque tra Santa Teresa e San Teodoro
Uno studio di Cipnes, UniOlbia e Direzione marittima sul comparto della nautica nel nord est della Sardegna. Carta: “Il nostro è un distretto regionale”. Il neo presidente Livio Fideli: “Nell’area consortile contiamo 90 aziende, ora dobbiamo lavorare per avere benefici tutto l’anno e non solo nei mesi estivi”
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