Una magia di Daniele Ragatzu, un legno di Biancu (la traversa sta ancora vibrando), un rigore parato a Costanzo, il portiere Ascioti iscritto d’ufficio alle liste di… disoccupazione. Il gusto di questo cocktail è piacevole, un sollievo per il palato e racconta di un’Olbia che raccoglie 9 punti nelle ultime tre partite, si conferma a centroclassifica e ora ha anche il tempo per riposarsi e riordinare le idee (c’è la sosta) in attesa di un altro impegno casalingo contro il Savoia del principino Emanuele Filiberto.
“Quando si vice – amava ripetere il compianto Bruno Selleri, mitica bandiera dell’Olbia, da calciatore e da presidente – ci si sente anche più intelligenti”. Al di là dell’ironia, si può dire che oggi l’Olbia ha una sua fisionomia, dispone di un’identità che le consente di stare al passo con le altre, come qualità di gioco e sul piano tecnico di due terzi della formazione che va in campo. Non c’è dubbio che una sterzata in questo senso l’hanno data due giocatori (sardi, il che non guasta) come Ragatzu e Biancu, i due gemelli siamesi che si cercano (e si ritrovano con esaltante puntualità) per larghi tratti della partita con una disinvoltura disarmante. Eppure né l’uno né l’altro sono al top della condizione: figuriamoci cosa accadrà quando lo saranno. “Ci siamo vicini – ha avvertito Ragatzu a fine gara – e siamo contenti di poter fornire un contributo concreto alla squadra, al gruppo. Non esagero se dico che Roberto è il miglior giocatore con il quale mi sono trovato a dialogare: sa in anticipo, quando gli passano la palla, dove farla arrivare e il che non è da tutti”. Oltre alla coppia, però, va detto che se l’Olbia ha un’anima lo si deve ad alcuni giocatori che spiccano e fanno la differenza. Nomi? Arboleda, De Grazia, Costanzo su tutti, ma meritano la citazione anche il portiere Ascioti (ma anche Di Chiara), i difensori Buschiazzo e Pani, altri due punti fermi. Attorno a questo gruppo di inamovibili, gravitano altri elementi di valore: non solo Rizzo, Maspero, Petrone e Yanovskyy che oggi lo ha sostituito ma anche i vari Diallo, Luzayadio, Marroni (oggi i tre sono entrati) ma anche Islam, Furtado, Della Salandra, Lucarelli, Caggiu che fanno parte della vasta compagnia della “nuova” Olbia.
Della partita contro la Lodigiani c’è da aggiungere poco. L’Olbia ha sofferto per un po’ nel primo tempo ma, una volta prese le misure, non c’è stato alcun pericolo per la porta difesa con gagliardìa e padronanza del ruolo da Ascioti (2004). Trovato il gol al 21′ con un destro a giro di Ragatzu che ha spedito il pallone sul palo lontano, tutto è stato meno complicato. Nella seconda frazione di gioco l’Olbia avrebbe potuto arrotondare al 59′ con lo stesso Ragatzu (Ermini ha respinto con un piede), un minuto dopo con la traversa colpita in pieno da Biancu e al 63′ quando Costanzo ha calciato non benissimo dal dischetto (ha voluto battere anche perché il fallo era stato commesso su di lui) e il portiere romano ha respinto, e infine a tempo abbondantemente scaduto con la conclusione velenosa dalla distanza di Ragatzu, deviata un angolo dall’estremo difensore ospite. Negli spogliatoi, tutti felici. Il tecnico ha ringraziato tutta la sua pattuglia per il modo in cui ha affrontato l’avversario e per come ha saputo gestire il risultato, rischiando poco o niente. E Ragatzu ha fatto festa per il suo primo gol stagionale dedicandolo alla sua famiglia e ribadendo che “i colpi migliori li ho imparati da mio fratello, che è molto più forte di me”. Daniele ha celebrato il suo gol numero 93 con la maglia bianca, ammettendo che “il traguardo dei 100 entro la fine del campionato non è impossibile: io ci penso spesso”. Come non è impossibile sognare di avvicinarsi addirittura alla zona play off a condizione che ci sia continuità nei risultati e che la magnifica coppia dei gemelli siamesi raggiunga i livelli che le sono propri.
P.S. Forse i tifosi (anche oggi molto caldi nel ringraziamento finale alla squadra, condito dal solito… invito all’allenatore) non conoscono un episodio che risale alla recente partita col Trastevere. Uno dei calciastori laziali, dopo essere stato dribblato da Ragatzu con uno dei suoi colpi pregiati, gli si è avvicinato e gli ha mormorato: “Ahò, ma tu che ce stai a fa’ in questo campionato?”. Già.

