La sala della libreria Giunti di Corso Umberto era gremita. L’occasione era imperdibile e l’evento tanto atteso. Ciriaco Offeddu, ingegnere elettrotecnico, con una lunga carriera manageriale in aziende multinazionali in Italia e all’estero, e scrittore, ha presentato il suo romanzo “Istella mea” già nella top list dei primi 5 libri più venduti nelle ultime settimane a livello nazionale, e in corsa per il premio Strega. A dialogare con l’autore, l’antropologo, giornalista e scrittore Bachisio Bandinu che ha introdotto Offeddu e la sua opera ripercorrendo magistralmente i sentieri della narrazione di un romanzo che porta con sé diverse tematiche. quali quelle della Sardegna, la magia, le credenze popolari, l’emigrazione, la lotta tra i bene e il male e soprattutto l’amore che supera i confini della presenza e del tempo. Più che a una presentazione di un libro, il pubblico ha assistito ad una preziosa lezione su come nasce un romanzo, sulla struttura narrativa, su come nascono i personaggi, i luoghi, passando attraverso le regole tecniche e i sentimenti che abbracciandosi danno origine a una storia avvincente, tanto reale quanto soprannaturale come quella di “Istella mea”.

IL ROMANZO
È una storia d’amore e magia quella tra Rechella, personaggio principale e voce narrante del libro, e Martino , un giovane prodigioso, la cui vita sarà funestata da una nube oscura che lo avvolgerà dalla nascita fino alla suo ultimo giorno di vita. La storia ha inizio in una Nuoro degli anni ’60 , una città viva e fiorente, popolata da pastori e cavalieri e da matriarche che hanno sempre rappresentato i pilastri portanti della società. Una bellissima e giovane donna di Terranova, Maria detta Jaja, deve assolutamente trovare il modo di andar via da Olbia per trasferirsi in quel luogo che grida il suo nome. Quel luogo è Nuoro, epicentro, nelle credenze popolari, di potenze oscure necessarie per una surbile al raggiungimento dell’’immortalità attraverso la diffusione il male . Ma il male non si presenta mai con il viso del diavolo, si veste di abiti bianchi affinché l’inganno giunga improvviso come una tenebrosa e inaspettata sorpresa. La storia si arricchisce di singolari personaggi “disegnati a pennello” da Ciriaco Offeddu, personaggi che rimangono tutti allo stesso livello di quelli principali, con storie che si intersecano, o come ha più volte sottolineato Bandinu “tessuti a mano uno per uno, e poi annodati tra loro, con attenzione e maestrìa, così da creare un opera originale come fosse un tappeto sardo nelle mani di un maestro artigiano” La storia prosegue con l’apertura di un’altra porta, quella dell’espatrio di Rechella in Argentina, nel tentativo di eludere il male, andando alla ricerca di sé stessa ma soprattutto di risposte. Il testo è impreziosito da un linguaggio raffinato, ricercato perfettamente adattato ad ogni singolo personaggio presente, senza sacrificare la naturale scorrevolezza che dona al lettore il desiderio di arrivare all’ultima pagina ma paradossalmente anche quello di non finire mai.

INTERVENTI DAL PUBBLICO ED ESIBIZIONE DEL CORO GRAZIA DELEDDA DI NUORO
Dalla platea sono state poste alcune domande a Offeddu, una tra queste è stata la curiosità di sapere come sia stato possibile, per una persona che nella vita ha fatto tutt’altro, riuscire a comporre un opera letteraria dello spessore di ”Istella mea”. La risposta dell’autore è stata precisa e puntuale: “Prima di scrivere un libro è necessario essere fervidi ed attenti lettori, soffermandosi non solo sulla trama, ma sulle modalità della scrittura . Ci sono poi strumenti indispensabili per poter scrivere una buona storia, quali la passione, il proprio bagaglio culturale e gli studi specifici della scrittura creativa.” C’è stato chi, tra il pubblico, ha paragonato lo spessore del testo di Offeddu a quello della narrativa di Salvatore Satta. L’evento è stata arricchito dalla preziosa colonna sonora del coro Grazia Deledda di Nuoro che si è esibito proponendo al pubblico tre brani del proprio repertorio : Su redentore del poeta Giovanni Piga , Su Conzu di Canonico Solinas e per concludere il brano In su monte de Gonare , una vecchia canzone popolare. Dei tre i brani , la musica è stata scritta dal maestro e direttore del coro Gianpaolo Selloni. Emozione e lunghi applausi anche da parte delle persone che passeggiavano lungo il Corso Umberto, che, incantate si sono fermate davanti alla libreria .


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