Nonostante i centri studi strategici delle migliori università e delle migliori intelligenze del mondo, nonostante le intelligenze artificiali ormai ampiamente utilizzate per analizzare ogni aspetto e prospettiva dello sviluppo delle attività umane, ogni giorno di più ci rendiamo conto che non abbiamo la minima idea di come sarà il mondo che ci circonda anche con un minimo orizzonte temporale, per esempio dieci anni. Ormai è chiaro che, soprattutto nel campo della geopolitica per esempio, sono così tanti gli elementi in gioco, per cui sapere come saranno i rapporti tra stati o tra blocchi e raggruppamenti di stati, è praticamente impossibile. Sono troppe le varianti che rendono impossibile fare previsioni minimamente verosimili.
Per fare un esempio, non siamo in grado di dire se il Canada o la Groenlandia esisteranno ancora o saranno annessi da qualcuno a cui fanno gola le loro risorse.
Tra le altre cose, noi come cittadini europei, assieme al blocco nord americano, siamo da sempre convinti di vivere nella parte di mondo più moderna tecnologicamente avanzata. In realtà non è così da tanto tempo, questo primato ormai appartiene all’Asia. Questo dimostra che non soltanto non siamo capaci di prevedere il futuro, ma abbiamo anche scarsa capacità di analizzare il presente. Nonostante questo nostro evidente brancolare nel buio, prendiamo ogni giorno decisioni importanti ed estreme, che condizioneranno in maniera pressante il futuro non remoto ma prossimo, nostro e dei nostri figli. L’esempio più evidente di questa nostra, non direi miopia, ma cecità totale, è la folle corsa agli armamenti che l’Unione Europea ha deciso di intraprendere sulla spinta emotiva della guerra in Ucraina.
Su cosa sia una spinta emotiva vorrei fare un solo piccolo esempio: poniamo che arrivi la notizia che in tutta l’Europa sia aumentato del 2% il numero di femminicidi, sarebbe questo un motivo sufficiente per dotare ogni donna di un fucile mitragliatore kalashnikov? E questa decisione farebbe davvero diminuire il numero di morti violente? Io sono sicuro che al contrario ci sarebbe una crescita esponenziale di eventi sanguinosi, semplicemente perché aumenterebbe il numero degli strumenti di offesa, poi l’occasione di usarli si trova! Nonostante questa evidenza noi portiamo avanti baldanzosamente questa folle decisione, sicuri che sia la migliore.
Se il piano dovesse andare avanti noi ci troveremmo tra dieci anni in Europa, con Germania, Francia e Inghilterra armate fino ai denti, senza però sapere quali forze politiche governeranno allora questi e gli altri stati; potrebbero essere forze democratiche e pacifiste, ma potrebbero anche essere forze anti democratiche e con mire espansionistiche. Semplicemente non possiamo saperlo, perché non conosciamo il futuro, conosciamo soltanto il passato. Forse però il passato potremmo analizzarlo, e così ricordare che nel secolo scorso, soprattutto nei primi 45 anni, ci furono ben due guerre mondiali, con un numero spropositato di morti, di rovine e distruzioni, combattute con mezzi che oggi sarebbero obsoleti, figuriamoci cosa accadrebbe ora, con lo sviluppo tecnologico che c’è stato, e che ci sarà ancora di più, con paesi che come la Germania hanno deciso di investire circa duemila miliardi di euro nell’ industria delle armi, coomprese quelle nucleari, che tra l’altro la Francia già possiede, visto che ormai l’industria delle auto è in crisi totale. Forse sarebbe il caso di spendere qualche soldo in più nella scuola, per cercare di formare le giovani generazioni con i valori della vera democrazia, della pace e della tolleranza. Questo soltanto ci darebbe la garanzia di un mondo come quello che hanno sognato i grandi uomini che, solo per dare un esempio, una volta terminata la triste esperienza del nazi fascismo, hanno scritto quella meravigliosa opera che oggi è la nostra costituzione, e che recita tra le altre cose: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, e come mezzo di risoluzione delle controversie interne”.