Un punto, non tre. L’Olbia ha cercato il gol a Terracina, ci è andata vicino con Ragatzu (palo, dopo una conclusione a giro: specialità della. casa)) e in altre occasioni con De Grazia, Maspero, Costanzo e Buschiazzo. Niente da fare: i laziali si sono difesi con i denti, cercando addirittura di infilare la porta difesa da Ascioti e hanno resistito agli assalti dei bianchi anche in condizioni di inferiorità numerica, in seguito all’espulsione di Aquino (79′), punito per aver reagito a un fallo commesso da capitan Arboleda (giallo per lui). Il finale concitato (espulso l’allenatore in seconda Carafa e un dirigente del Terracina) per un presunto rigore su Costanzo la dice sulla voglia di entrambe le squadre di conquistare i tre punti in palio, decisivi per motivi differenti. La partita comunque ha confermato quanto si sapeva: che il Terracina è praticamente retrocesso e l’Olbia è costretta a rimandare ancora l’appuntamento con la tranquillità assoluta di poter rimanere in serie D. Quanto allo schieramento, i bianchi sono scesi in campo con quello che può considerarsi l’undici titolare. L’allenatore ha poi pensato di rafforzare il reparto offensivo con l’inserimento di Islam al posto di Rizzo negli ultimi venti minuti di gara, ma la mossa non ha sortito l’effetto sperato. Nessun dramma comunque per la mancata vittoria (risultato sicuramente alla portata della squadra galllurese per i valori in campo), e tanta voglia di ottenere il massimo nella prossima gara interna di giovedì contro la Sarnese, terza forza del campionato. Non si tratterà di un match facile, ma a questo punto è troppo importante raggiungere il più in fretta possibile la salvezza per poter impostare un programma serio e credibile per la stagione prossima ventura.