A poche ore dalla inaspettata scomparsa di Papa Francesco sono tante le edizioni speciali dei Tg che tutte le reti televisive stanno trasmettendo a ciclo continuo. Pensieri per quel Papa definito “rivoluzionario”, il primo “Francesco”, il primo proveniente dall’ordine religioso dei Gesuiti. Un papa che ha cercato di adeguare il proprio pontificato ad un mondo che sta cambiando repentinamente, un mondo che sembra però non aver appreso molto dalle lezioni impartite dal passato, un mondo che probabilmente, durante quelle lezioni, “dormiva” . E dopo numerosi ricordi di questo papa “divisivo” per le sue posizioni percepite come rivoluzionarie e progressiste rispetto all’ampia fetta dei tradizionalisti della Chiesa, sono tanti i professionisti della comunicazione che, durante questa lunga giornata di riflessioni e pensieri su Papa Francesco, si chiedono se il prossimo Santo Padre sarà “finalmente” un italiano.
La storia
Era il 25 ottobre del 1927 quando Il transatlantico italiano Principessa Mafalda, partito l’11 dello stesso mese dal porto di Genova alla volta di Buenos Aires , arresta la sua traversata davanti alle coste del Brasile, dopo numerosi “scali tecnici” effettuati in diversi porti lungo il tragitto a causa di importanti problemi al motore. Un forte boato e uno scossone desta preoccupazione in tutti i passeggeri che si precipitano sui ponti per capire cosa sia successo. Nessuno si accorge di niente, se non di una riduzione importante della velocità di navigazione. Solo il direttore di macchina si rese conto del grave problema. Si era sfilato completamente l’albero dell’elica del motore di sinistra del bastimento causando un’ampia falla nello scafo di poppa con conseguente imbarcazione massiva di acqua. Da quel momento in poi la nave inizia l’inesorabile processo di affondamento. In quel transatlantico c’erano 1.259 persone, quasi tutti italiani, nell’epoca in cui i nostri connazionali lasciavano le loro terre alla ricerca di un mondo migliore dove poter ricominciare tutto daccapo. In quel transatlantico avrebbe dovuto esserci anche una famiglia di piemontesi, la famiglia Bergoglio, anch’essa pronta, a malincuore, a lasciare l’Italia in un periodo drammatico di povertà e scarse prospettive per il futuro. Avevano acquistato i biglietti, ma alla data di partenza non erano riusciti a vendere i loro pochi possedimenti nelle campagne piemontesi, per cui cedettero i biglietti rimandando il viaggio a un secondo momento. La famiglia Bergoglio , composta da Giovanni, Rosa e il figlio Mario , che sarebbe diventato il padre del futuro Papa , scamparono a quella che viene definita ancora oggi la tragedia del Titanic italiano, in cui morirono oltre 300 persone, la maggior parte nostri emigranti. Nel 1929 i Bergoglio lasciarono per sempre l’Italia, con la speranza nel cuore e la consapevolezza che non sarebbero più tornati nella loro terra nativa. In Argentina li attendevano quasi tutti i familiari emigrati dall’Italia durante gli anni precedenti. Questo racconto è utile per dare una risposta alla domanda che molti italiani si pongono, guardando già con curiosità al possibile prossimo Pontefice, con la speranza che sia “finalmente “ italiano. Una giornata che, da che mondo è mondo, diverrà presto passato e poi storia…già nel momento in cui in Piazza San Pietro apparirà la famosa fumata bianca che ricorda sempre al mondo che “ The show must go on“.

