Passata la grande “Kermesse” dei funerali di papa Francesco, finalmente possiamo parlarne serenamente e senza ambiguità di sorta. Lo spunto mi è stato fornito da uno stimolante articolo, pubblicato da Moro Seduto, a firma di Alfredo Franchini, con motivo proprio delle esequie del Pontefice, trasformate purtroppo dal nostro sistema informativo e dalla nostra classe dirigente in un vero e proprio “Festival dell’ipocrisia” . È stata una bella lezione di giornalismo indipendente, che ha reso ancora più evidente, se mai ce ne fosse bisogno, la pochezza della nostra stampa e la sua subalternità ai desiderata dei padroni del mondo. Secondo Franchini sono due i principali insegnamenti del papa “rivoluzionario” su cui si è cercato di glissare, il suo attacco, senza se e senza ma, al grande capitale finanziario e il suo dissenso rispetto alle politiche belliciste dell’Unione Europea e dell’Occidente in generale. Più e più volte, e sempre partendo dalla lettera e dallo spirito del Vangelo, si è scagliato contro lo strapotere della grande finanza, e le crescenti diseguaglianze sociali provocate da un capitalismo sfrenato e vorace che scarta metà della popolazione mondiale, costringendo milioni di esseri umani ad abbandonare le proprie case e le proprie famiglie per sfuggire a fame, sfruttamento e guerre.
Ma avete mai sentito qualche esponente della stampa o della classe dirigente ricordare che poco più di un centinaio di gruppi finanziari, i cosiddetti Fondi di Investimento, posseggono circa la metà della ricchezza mondiale? Che una sola di queste società, la Black Rock gestisce una massa di denaro equivalente al PIL di Francia e Germania messi insieme? Per giorni siamo stati travolti da fiumi di retorica, a proposito del “papa dei poveri e degli esclusi”, ma quasi nessuno si è ricordato di quando ha tuonato, pur senza menzionarle, contro quelle istituzioni politiche o finanziarie, che sono spesso la vera causa della povertà e dell’ingiustizia
Certo, durante il Festival dell’Ipocrisia” si è parlato e straparlato anche del papa della pace, ma quanti hanno ricordato le sue dichiarazioni sull’aggressività della Nato e sul genocidio dei palestinesi? Solo pochi giorni prima di morire, Francesco ha più volte tuonato contro il riarmo dissennato tanto decantato da quella Von der Leyen, che oggi finge di piangere la sua scomparsa. E solo per aver detto che quella di Ucraina non era la guerra dei buoni contro i cattivi, è stato tacciato di essere filorusso da quei giornalisti e da quegli opinionisti che oggi celebrano “i suoi alti insegnamenti”. Il povero Bergoglio è stato seppellito una seconda volta da una valanga travolgente di retorica e di ipocrisia, prodotta, in Vaticano e fuori dalle mura papaline, da una classe dirigente priva di scrupoli morali e ansiosa di tornare ai propri affari, senza essere costretta a sentirsi rimproverare a ogni piè sospinto da questo piccolo grande uomo vestito di bianco.