Lo stemma è fresco fresco: quattro simboli per segnalare i territori. Olbia, Tempio, il Monte Acuto e il Giudicato di Gallura. E voilà, ecco la Provincia Gallura Nord Est Sardegna. Così si chiama oggi il nuovo ente intermedio ma – a sentire le previsioni dell’amministratore straordinario Rino Piccinnu che spiega lo stato dell’arte dell’annosa questione – si dovrebbe tornare alla vecchia sigla “OT”. Per il resto, è tutto a posto. O quasi, perché si tratta solo di sapere se l’elezione dei nuovi amministratori provinciali avverrà a settembre come prevede la legge in vigore (presidente, senza stipendio, eletto dai sindaci che dura in carica due anni, più altri dieci consiglieri con quattro anni di mandato) oppure – come è molto più probabile – se i cittadini galluresi saranno chiamati a esprimere il loro voto in modo “tradizionale”, dopo la riforma della legge attuale. Per il resto, Rino Piccinnu ha dato i numeri, giusto per far capire che la Provincia, alla quale potranno aderire con una delibera consiliare con la maggioranza dei due terzi, anche quei Comuni che non ne fanno parte, assumerà un’importanza notevole nell’economia della Sardegna. “Abbiamo un bilancio proprio – segnala l’amministratore straordinario -, siamo noi gli artefici del nostro destino. Il percorso, cominciato nello scorso mese di ottobre, grazie anche al lavoro di Gian Piero Scanu, si è ultimato e ora dobbiamo affrontare le sfide che ci attendono”. A partire dal completamento della strada di Monte Pino, dopo il recentissimo stanziamento di 3,2 milioni da parte della giunta regionale che “ci consentirà di procedere speditamente senza soluzione di continuità. I lavori – aggiunge Piccinnu – dovrebbero essere ultimati anche prima della fine del 2025”. La seconda sfida è quella delle scuole. “Tre istituti (su 22 plessi da governare)- si apprende – con duemila alunni che li frequentano, si trovano nella fascia HI4 e solo perché i nostri funzionari (i dirigenti Russu e Sanna erano presenti alla conferenza stampa) con la loro firma ci hanno consentito di andare avanti e di non privare i ragazzi delle loro scuole. Le priorità sono l’Ipia, poi c’è il “Mossa” e il liceo classico”. Oltre alle scuole (“la Regione deve finanziarci il Polo scolastico”), l’ente deve pensare a tenere sotto controllo 200 depuratori e 800 chilometri di strade provinciali. Un altro obiettivo da realizzare, con la disponibilità di 14 milioni, riguarda la strada Buddusò-Abbasanta.

Lo stemma della Provincia

Le risorse. Le spese correnti (a carico della Regione) ammontano a 32 milioni di euro, gli investimenti a 54. Le entrate sono trattenute dallo Stato: càpita alla Sicilia maa anche alla Sardegna. I dipendenti. Sulla carta sono 59, ma la Provincia dovrebbe averne 120.