Brundu for president. Eh sì, il Tavolara ha un nuovo presidente come si evince da una dichiarazione di Fulvio Guadagni (vicepresidente) e Fabio Dettori (direttore generale), avvicinato dalla redazione di MoroSeduto. “È con grande orgoglio e profondo senso di responsabilità – dicono i due dirigenti – che annunciamo la nomina del nuovo Presidente del Tavolara nella persona di Damiano Brundu. La sua figura, stimata e rispettata dentro e fuori dal campo, rappresenta al meglio i valori che da sempre guidano la nostra società: serietà, passione, visione e attaccamento al territorio. Accogliamo Damiano con tutti gli onori che merita, certi che la sua guida saprà tracciare un percorso ambizioso e ricco di soddisfazioni per tutta la nostra grande famiglia. Lo ringraziamo sinceramente per aver accettato questo incarico così importante e delicato. Il suo sì rappresenta un gesto di grande generosità e amore per il Tavolara, e siamo felici di poter iniziare insieme questa nuova fase del nostro cammino sportivo e a nome di tutta la società, gli diciamo: benvenuto Damiano! Siamo pronti a scrivere insieme un nuovo, entusiasmante capitolo della nostra storia. Forza Tavolara“. “Per me – aggiunge Fulvio Guadagni – è un privilegio continuare a servire il Tavolara nel ruolo di Vicepresidente, lavorando fianco a fianco con Damiano, con il massimo impegno, rispetto e spirito di collaborazione”.

Damiano Brundu, imprenditore di Calangianus con interessi a Olbia, è il presidente del Tavolara

L’ingresso di Damiano Brundu, brillante imprenditore di Calangianus che opera nel campo dei trasporti, nella gloriosa società olbiese fondata nel 1954 coincide con una svolta significativa nel panorama calcistico isolano. Il Tavolara non si nasconde, coltiva la sana ambizione di crescere, di voler puntare in alto. La conferma arriva direttamente dall’interessato. “L’obiettivo – dichiara – è quello di vincere tre campionati. Stiamo allestendo una squadra molto competitiva proprio per questa ragione”.

Tre campionati di fila sono tanti..

“Guardi, quando ero a Luras avevo dichiarato la stessa cosa: alla fine ne abbiamo vinto due. Alla vigilia del terzo però sono andato via”.

Perché ha scelto una squadra di Olbia?

“Intanto non ho scelto a caso: il Tavolara ha un passato, una storia importante. E poi la mia attività lavorativa si svolge soprattutto a Olbia, dove opero da una trentina d’anni”.

Com’è nato il… fidanzamento con il Tavolara?

“Semplice: con i dirigenti del sodalizio ci siamo parlati, abbiamo condiviso il progetto di portare in alto la squadra, ed eccoci qui a operare assieme, in perfetta armonia, perché il traguardo possa essere raggiunto”.

Nella campagna acquisti non vi siete risparmiati…

“E non è finita qui. Stiamo per annunciare l’acquisto di un pezzo davvero importante, un giocatore che può fare la differenza”.

Le vicende dell’Olbia calcio non sono di certo positive: è vero che lei tempo fa aveva fatto un pensierino a trattare con la proprietà svizzera?

“No, non è vero. Dopo la mia rottura con il Lauras avevo preso contatti con l’Arzachena, e avevo anche scelto l’allenatore nella persona di Pasquale Malu“.

Poi cosa è successo?

“Che non siamo andati avanti. Per colpa loro, s’intende”.

Allenatore: la scelta è caduta su Michele Tamponi. Ci sarà stato un motivo, no?

“Beh (ride), Michele è calangianese come me…Scherzi a parte, non credo che qualcuno possa mettere in discussione le sue qualità e le sue capacità”.

Dove giocherà il Tavolara?

“Ecco, questo è il punto dolente: le strutture. Sul campo di gioco c’è ancora un interrogativo gigantesco. Abbiamo fatto domanda per ottenere il Geovillage, ma fino a oggi non abbiamo ottenuto risposte. Il nostro maggiore ostacolo è proprio questo. Approfitto di questa chiacchierata per rivolgere un appello al comune di Olbia: dateci una mano a trovare una struttura che ci possa consentire di realizzare il nostro progetto che, al di là del fatto sportivo, ha anche importanti risvolti sociali “.

Dovrete stare attenti al Golfo Aranci. Sembra che la rivalità tra voi e loro stia arrivando a livelli altissimi: si è visto nella campagna di rafforzamento delle due compagini.

“Il Golfo Aranci è una squadra come le altre. Non ci fa paura. Lo riteniamo un normale avversario dal punto di vista sportivo”.

Al giorno d’oggi, impiegare capitali nel calcio non sembra il massimo della vita e della redditività…

“Certo, sono soldi buttati, ne sono consapevole. Ma la mia è passione allo stato puro, solo passione”.