Trattative serrate in Costa Smeralda per il cessate il fuoco a Gaza. Nelle acque del paradiso creato agli albori degli anni Sessanta fa dal principe Karim Aga Khan, si incontrano in gran segreto l’inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente Steve Witkoff, il ministro israeliano Ron Dermer e il premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, il cui Paese vanta forti interessi economici nell’area del nord Sardegna. I colloqui si svolgono a bordo di uno yacht ormeggiato al largo, lontano da occhi indiscreti. Witkoff è arrivato a Olbia in mattinata con un volo non identificabile atterrato nella pista dell’Aviazione generale, scortato da un ridotto dispositivo di sicurezza. Le trattative, secondo l’agenzia Axios, potrebbero portare a un’intesa già nei prossimi giorni. Dopo la Costa Smeralda, l’inviato USA è atteso a Doha per chiudere l’accordo. L’intesa in discussione prevede un cessate il fuoco di 60 giorni, il rilascio da parte di Hamas di 10 ostaggi vivi e i corpi di altri 18, in cambio della liberazione di prigionieri palestinesi. Previsto anche un incremento degli aiuti umanitari e l’avvio di nuovi negoziati per una tregua duratura. Il Times of Israel riferisce che Hamas ha risposto alla proposta e che, secondo un funzionario israeliano, il piano potrebbe essere “attuabile”, anche se permangono divergenze su alcuni punti chiave.

Non solo diplomazia: il Qatar è anche il padrone della Costa Smeralda
La scelta della location non è casuale. Il fondo sovrano del Qatar controlla la Smeralda Holding, che possiede i principali alberghi e infrastrutture della zona, tra cui gli hotel Cala di Volpe, Romazzino, Cervo e Pitrizza, oltre alla Marina di Porto Cervo e al Mater Olbia Hospital.