Qual è, per i lettori, il modo per distinguere l’autentica informazione giornalistica dalla crescente diffusione di fake news e dal cattivo uso dell’intelligenza artificiale sui social media? Una risposta chiara è arrivata dalla voce del vicedirettore de Il Sole 24 Ore, Roberto Lotti, durante il Silent Reading Party tenutosi all’Hotel Abi d’Oru, nella suggestiva cornice del Golfo di Marinella. L’evento si è svolto in occasione dei festeggiamenti per i 160 anni del quotidiano economico, uno dei 14 giornali nazionali stampati nel Centro Stampa del gruppo editoriale de L’Unione Sarda a Cagliari. A organizzare l’incontro è stato proprio il gruppo editoriale guidato da Sergio Zuncheddu. Anche L’Unione Sarda ha recentemente raggiunto un traguardo importante: 136 anni di storia, che lo rendono il quotidiano più longevo della Sardegna e il primo in Europa ad avere un sito web.

Fiducia e credibilità: i pilastri del giornalismo

Durante il dibattito, Lotti ha sottolineato come autorevolezza, serietà e professionalità siano gli elementi che rendono un giornale un punto di riferimento autorevole in mezzo alla confusione mediatica. A supportarlo anche il direttore de L’Unione Sarda, Emanuele Dessì, rivolgendosi a un pubblico attento e partecipe composto da lettori e professionisti dell’informazione. La credibilità, spiegano, è il punto di partenza per distinguere le notizie vere da quelle false. Solo un’informazione verificata, costruita nel tempo con metodo e responsabilità, può ambire alla fiducia dei lettori.

Silenzio, lettura e confronto

Una parte della serata è stata dedicata al silenzio, cullato dal suono della risacca del mare, durante il quale i partecipanti hanno letto alcuni articoli del Sole 24 Ore. A seguire, si è tenuto un dibattito moderato da Lotti, con interventi del pubblico che hanno animato la riflessione.

Intelligenza artificiale e responsabilità editoriale

Al centro del confronto anche l’uso dell’intelligenza artificiale, con un’analisi dei vantaggi e dei rischi in ambiti come la medicina e, soprattutto, l’editoria. Lotti ha ribadito la scelta etica del Sole 24 Ore di non utilizzare l’AI per scrivere gli articoli, e ha sottolineato l’importanza di rimanere neutrali su temi non ancora definiti. Un esempio? La questione dei dazi UE annunciati dal presidente USA Trump, che incontrerà domani Ursula von der Leyen per un possibile accordo commerciale. “Fino a che non c’è un esito concreto,” ha spiegato Lotti, “ciò che si scrive è solo ipotesi. E le ipotesi possono creare confusione e inutili allarmismi.”

Il rischio della disinformazione e il ruolo delle nuove generazioni

Dal pubblico, qualcuno ha espresso un timore condiviso: che l’AI e i social possano finire per fagocitare l’essere umano. Mentre cresce l’uso di questi strumenti, le edicole chiudono e i lettori diminuiscono, dispersi in una giungla di notizie online spesso fuorvianti. Si è parlato anche del disinteresse verso la verità, soprattutto tra i giovani, attratti da contenuti rapidi, sensazionali e polarizzanti, che troppo spesso alimentano conflitti e odio.

La sfida: riportare la gente alla lettura

La sfida più grande è far tornare le persone a leggere, hanno detto i relatori. “Oggi si leggono solo i titoli, e si commenta su quelli.” Ma per ricostruire un legame forte tra lettori e informazione di qualità, serve riconquistare la fiducia nel lavoro giornalistico, che da sempre è un faro acceso sugli accadimenti del mondo.