Fumata bianca. È il colore della maglia dell’Olbia che dà luce alla speranza di continuare a onorare il calcio con 120 anni di storia alle spalle e rappresentare una città che merita rispetto, serietà e attenzione. L’allenatore è stato scelto ed è Giancarlo Favarin, già nella panchina dell’Olbia nel 2003. Due però sono le figure chiave della svolta: il primo è Giovanni Degortes, che ha trovato gli 82mila euro per l’iscrizione alla serie D, l’altro è Murat Yilmaz, il finanziatore turco che non vuole più avere a che fare con Benno Raeber e Guido Surace. L’uomo d’affari fino a oggi ha scucito di tasca 3,6 milioni: una prima tranche di 1,4 milioni occorrenti per acquisire il 70 per cento della società dall’ex presidente Alessandro Marino e un’altra serie di versamenti pari a 2,2 milioni. I due si sono incontrati a Milano e hanno trovato un’intesa che consentirà – se tutto andrà per il meglio – la sopravvivenza dell’Olbia.

Murat Yiliz, l’investitore turco che ha trovato un’intesa con Degortes

In pratica, Yilmaz ha detto sì alla proposta di Degortes di incaricare un pool di professionisti scelti dallo stesso consulente di Olbia per trattare con i creditori per rinegoziare il debito che in molti casi ammonta a cifre non proibitive, e ovviamente per trattare con coloro che avanzano importi più rilevanti. In taluni casi, il debito potrà essere trasformato in sponsorizzazione. Accanto a questa operazione, verrà proposta una sorta di azionariato popolare, sostenuta dalla tifoseria organizzata dopo la recente iniziativa di Emiliano Giagnoni, alla quale tutti potranno dare il loro contributo. A quel punto, senza l’assillo di dover fronteggiare istanze di fallimento o altre azioni, il gruppo di operatori economici sarebbe pronto a rilevare la società. L’obiettivo è quello di andare avanti per tre-quattro mesi e fare poi il punto della situazione sotto lo stretto controllo di Lucas Cominelli, l’uomo di fiducia di Murat Yilmaz che riferirà tutto per filo e per segno all’uomo d’affari trurco tedesco

Sulla base di questo programma, lunedì l’Olbia comincerà la preparazione (se non sarà possibile al Nespoli, c’è l’opzione Loiri), agli ordini di Giancarlo Favarin, che rientra a Olbia dopo 23 anni di assenza. A proposito di calciatori, Ragatzu, Biancu, Buschiazzo e Lucarelli sono stati quelli più sensibili a resistere (Ragatzu era corteggiatissimo dal Budoni) e a sposare il progetto che prevede l’utilizzo di molti giovani, accanto a loro che vantano una maggiore esperienza. “Ho voluto fortemente tornare a Olbia dopo 22 anni – ha dichiarato il tecnico -, non ho esitato un secondo per decidere. Trovo persone eccezionali alle quali non potevo dire di no. Riconosco che si tratta di una bella sfida, ma Olbia ha le potenzialità per fare calcio di un certo livello, soprattutto anche perché sostenuti dal calore della sua tifoseria e dalle competenze di chi ha preso l’impegno di portare in alto la squadra. Sono carico – chiude Favarin- e non vedo l’ora di incominciare”.