Chi lo dice che le presentazioni dei libri debbano necessariamente essere un botta e risposta tra moderatore e scrittore? E se questo fosse una regola il giornalista e conduttore della serata, Augusto
Ditel, l’ha (volutamente) infranta, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un dialogo a due, in un frizzante, inusuale e coinvolgente talk show .La protagonista dell’originale “presentazione”, inserita nel calendario della rassegna letteraria estiva
Sul Filo del discorso”, che si è tenuto in piazza dello Scolastico a Olbia, è stata Maria Francesca Chiappe, cagliaritana, autrice del romanzo ambientato a CagliariUguale per tutti” (il terzo dopo “Non è lei” e “Ostaggio”). Giornalista a tutto tondo, per un ventennio firma di punta della cronaca giudiziaria nel quotidiano l’Unione Sarda, una laurea in Giurisprudenza, persino un passato da nuotatrice. La Chiappe ha scritto anche alcuni instant book, compreso quello che riguarda il più clamoroso esempio di errore giudiziario, che ha avuto come protagonista Beniamino Zuncheddu, assolto dall’accusa di omicidio dopo 33 anni di carcere. Attualmente, la scrittrice è da poco più di un anno assessora alla Cultura, spettacolo e turismo del Comune di Cagliari.
La percezione che si ha della personalità di spicco come Maria Francesca Chiappe è quasi sempre diversa rispetto alla realtà. La donna che ha presentato il proprio romanzo è una di noi. Possiamo permetterci di confermare l’aforisma che spesso ciò che cerchiamo si trova dove non immaginiamo che sia. Ed ecco che un romanzo
noir, definito da sempre come classica lettura estiva da godersi “sotto l’ombrellone”, si rivela, invece, un concentrato di tematiche di grande attualità sulle quali riflettere e discutere per due ore di fila, senza
percepire quell’inesorabile scorrere del tempo. Il racconto infatti serve per mettere in risalto il tema dell’immigrazione, quello dell’integrazione, del razzismo e della violenza nei confronti delle donne.

L’intervento della nota giornalista Rai Flavia Corda

“Uguale per tutti” è il titolo del libro ma è anche una parte di una celebre frase che compare in tutti i tribunali italiani. Ma la legge e la giustizia sarà proprio uguale per tutti? Il libro esplora la fragilità dell’essere umano e della nostra società sempre più impegnata nell’arduo compito dell’inclusione multietnica. Compito che spesso “si restituisce in bianco” perché troppo difficile. Quattro sono gli omicidi sui quali si indaga a Cagliari , omicidi che non riscuotono l’attenzione mediatica che meriterebbero ,probabilmente perché le vittime sono quattro nord africani clandestini, arrivati nel capoluogo sardo con i gommoni, con il favore di loschi individui e del buio. Queste vittime non fanno notizia, ma per la giornalista Annalisa Medda, figura chiave del romanzo insieme con il capo della Mobile Fernando Corallo, non è così, proprio perché per lei, la legge deve necessariamente essere uguale per tutti e per i colpevoli, solo una porta può essere aperta: quella del carcere. Parallelamente c’è un grave fatto cronaca che tratta di una violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane studentessa che, da vittima, diviene ben presto carnefice, giudicata e lapidata dai “tribunali” dei social e da chi avrebbe dovuto agire per assicurare alla giustizia i colpevoli. Da qui la paura e la rinuncia alla denuncia alle forze dell’ordine da parte di altre giovani vittime di abusi sessuali, arrese davanti al doloroso fatto che la legge e la giustizia (forse) non sono realmente uguali per tutti.
Un piacevole fuoriprogramma dell’evento è stata la presenza della nota giornalista sarda della RAI Flavia Corda e di Isabella Simongini, cardiologa e presidente della Fidapa, che hanno contribuito a rendere speciale una serata che si prospettava già di alto livello culturale.