Ma Trump e Putin veramente arriveranno alla pace? Chissà! Ma comunque vadano le cose, una cosa già la sappiamo.
Sappiamo: “chi ha ha vinto”, “chi ha perso” e “chi ha pareggiato”

  • 1 Chi ha vinto
  • I vincitori incontestabili sono gli Stati Uniti, l’industria bellica e i cosiddetti Fondi di Investimento. Sul piano economico gli USA possono vantare una serie di successi: hanno sostituito la Russia come primo esportatore di gas in Europa, e si sono assicurati lo sfruttamento delle risorse minerarie dell’Ucraina per non si sa quanti decenni. Senza contare che hanno ridimensionato le velleità dell’Unione Europea di competere con l’alleato sul piano commerciale. (l’ultimo accordo fra Trump e Von der Leyen ha messo la pietra tombale sulle residue resistenze europee). E se tutto ciò non bastasse, gli Stati Uniti, nonostante la loro massiccia e decisiva partecipazione alla guerra, adesso si presentano come mediatori accrescendo il loro prestigio internazionale di fronte a quei paesi, la maggior parte, che hanno assunto una posizione neutrale. E dulcis in fundo hanno avvicinato le postazioni missilistiche Nato al cuore della Russia.
    Per ciò che attiene all’industria bellica ed ai Fondi di Investimento, InsideOver, un centro di analisi internazionale, riporta alcune dichiarazioni dei principali dirigenti dell’industria bellica statunitense, tra cui RX, Lockheed Martin,L3Harris, che, alla fine della presidenza Biden, avevao accolto in maniera entusiastica i nuovi pacchetti di aiuti esteri (diretti a Ucraina, Israele e Taiwan).E chi sono gli azionisti di queste aziende militari? Sono, fra gli altri, Black Rock, Vanguard, e State Street, che si collocano tra i 110 gruppi finanziari più potenti al mondo, peraltro quasi tutti statunitensi. Immaginiamoci che festa dopo l’impegno della nostra Von der Leyen a comprare armi americane per 750 miliardi e l’impegno dei paesi Nato di portare le spese militari al 5% del PIL.
    2.⁠ ⁠Chi ha perso
    I perdenti sono con tutta evidenza l’Ucraina e l’Europa. La prima ha perso centinaia di migliaia di giovani in combattimento, e milioni di persone hanno lasciato il paese. Nel 2022 aveva una popolazione già in calo di 42 milioni di abitanti; oggi si sono ridotti a meno di 35 milioni. Parte delle infrastrutture sono andate distrutte e molte città minori sono ridotte in macerie. L’Europa, dal canto suo, attraversa la maggiore crisi economica dal dopoguerra in poi, la Germania, già locomotiva d’Europa registra un pauroso calo della produzione industriale e in tutto il continente sono peggiorate le condizioni di vita dei lavoratori, che si vedono ridurre anche le prestazioni sociali. Senza contare che sono già stati spesi centinaia di miliardi per sostenere lo sforzo bellico in Ucraina. Adesso, poi, che l’UE e la Nato hanno chiesto molti più soldi per missili e cannoni, qualcuno dovrà pagare il conto, e come al solito saranno i ceti più deboli.
    3.⁠ ⁠Chi ha pareggiato
    Chi si trova in questa situazione, secondo la maggioranza degli osservatori indipendenti, è la Russia. Il paese, nonostante le sanzioni occidentali registra un forte incremento del PIL, trainato dalla produzione industriale, soprattutto, ma non solo, nel settore militare. Ha visto ridursi quasi a zero l’esportazione di idrocarburi verso l’Europa, ma ha trovato nuovi clienti in Cina, India e altri importanti paesi. Sul piano geopolitico, se da un lato ha dovuto subire l’allargamento della Nato, dall’altro ha tessuto una vasta rete di amicizie e collaborazioni non solo all’interno dei BRICS, che pure rappresentano metà della popolazione mondiale, ma anche in Africa e America Latina. Ma, anche se può non farci piacere, il maggior successo è geopolitico, in quanto hanno contribuito a porre le basi per la sostituzione del sistema unipolare, basato sulla egemonia dell’Occidente e degli USA, con un sistema multipolare, basato sulla competizione fra diversi protagonisti su un piano di parità.