Pubblichiamo volentieri un articolo di Pier Giorgio Pinna, già caporedattore della Nuova Sardega, un giornalista aderente al comitato #fermiamolaguerra di Sassari da tempo molto impegnato perchè si fermino tutti i conflitti in atto.
È la serata finale, a Siligo, del festival letterario con un dibattito dedicato a “Gaza e dintorni “. Parla la sindaca di un altro paese, Fonni. È Daniela Falconi, presidente regionale dell’Anci. Il silenzio si fa ancora più forte sulla collina slanciata a sovrastare il centro di Siligo e le valli del Mejlogu. Lei scandisce ogni frase di fronte a centinaia di persone che ascoltano con attenzione: “Non possiamo più stare a guardare, nessuno di noi, soprattutto in un’isola che in passato ha perso tanti dei nostri nonni e padri al fronte”. Poi, con passione, a voce ancora più alta, Daniels Falconi incalza: “M’impegno formalmente: m’impegno per estendere la battaglia contro le guerre ai nostri 377 comuni. Valuteremo ovunque, in ogni amministrazione municipale, di sottoscrivere la Carta di s’aspru e nominare altrettanti assessori per la pace”. Interminabile l’applauso. Tanti gli interventi di attivisti e volontari: Intrecci Culturali, Mondo X, comitato #fermiamolaguerra, Acli, Ponti non muri, Laudato si. Particolarmente apprezzato il discorso della ventenne assessora alla pace di Ravenna, Hiba Alif, diventata già un simbolo.

Arrivano dunque buone news dalla Sardegna nelle mobilitazioni contro i conflitti in atto, 45 nel mondo, com’è stato ricordato. Non ci sono solo le manifestazioni domenicali a Sassari, i sit in nel Cagliaritano, le rassegne e le performance di artisti per denunciare i disastri umanitari. Come hanno dimostrato le sale strapiene negli incontri con la scrittrice blogger Paola Caridi, si moltiplicano dappertutto nell’isola le sigle, i movimenti, le iniziative, gli appuntamenti a sostegno dell’ADDIO ALLE ARMI! E adesso proprio da Siligo è stata rilanciata la firma della Carta di s’aspru aggiornata con un punto chiave: l’assoluta urgenza di contrastare il genocidio in Palestina. I firmatari del documento, ancora oggi aperto alle adesioni di qualsiasi persona che crede nei processi per la fine delle ostilità, chiedono la ripresa del dialogo tra i popoli secondo la forza del bene comune. “È sempre più importante fare contro informazione – spiegano i delegati delle associazioni promotrici, laiche e religiose, unite in una lotta comune – . Così com’è sempre più importante coinvolgere l’opinione pubblica perché spinga il governo italiano e le leadership europee ad abbandonare strategie belliciste e vendite di armi”. “Basta genocidi, viva i costruttori di pace!”: questo l’appello lanciato dal paese di Gavino Ledda e Maria Carta. Lo stesso dove da quasi mezzo secolo, proprio nelle campagne di S’Aspru, la comunità di frati raccolta attorno a padre Salvatore Morittu si batte per l’assistenza e il recupero dalle tossicodipendenze. E adesso presto, molto presto, nel segno di uno dei primi uomini di pace della storia, San Francesco, quella Carta sarà presto portata in una terra lontana/vicina, Assisi, per nuove sottoscrizioni disarmate e disarmanti


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