Calma olimpica e una misurata fiducia sul futuro immediato e soprattutto sulle prossime settimane. Così Giancarlo Favarin, alla prima conferenza stampa casalinga nella sua seconda stagione a Olbia, “che – confessa il tecnico – mi è sempre rimasta nel cuore, fin dai tempi in cui l’ho lasciata”. La partita di domani è difficile quanto determinante soprattutto sul piano psicologico, al di là della posta in gioco dal punto di vista sportivo. Sul campo, sul proprio campo, l’Olbia cercherà di reagire con fierezza a una situazione societaria ancora ballerina, e non certo per colpa di chi in questa fase delicata sta cerando di rimettere in sesto la baracca. Vale a dire il presidente del Comitato di supporto Giovanni Degortes, il direttore sportivo Checco Milia, i supporter dellla Curvamare (alcuni di loro oggi hanno dato una sistemata alla tribuna laterale e ai seggiolini colorati), i tifosi che hanno sottoscritto gli abbonamenti (242 alle 20, con 7820 euro raccolti). Il meritato pareggio esterno contro l’Albalonga dopo i cinque schiaffoni beccati in Coppa (“quella sconfitta ci è servita”, ha ammesso Favarin) ha posto le basi per presentarsi al Nespoli contro l’ambizioso Valmontone (“punta ad arrivare nei primi quattro”, ha sottolineato il tecnico) con lo spirito giusto, sperando nel sostegno di chi in questi giorni sta dimostrando il suo attaccamento al glorioso club che quest’anno spegne 120 candeline. Dopo aver sottolineato che la sua squadra è ancora in ritardo dal punto di vista della preparazione, l’allenatore dei bianchi non ha svelato granché sulle sue intenzioni. Ha comunque anticipato l’idea di far esordire l’ultimo acquisto Gioele Deiana Testoni che – ha chiarito Favarin – “può svolgere diversi ruoli e non solo quello di trequartista. Può giocare da mezzala, e anche in una zona più avanzata”. A parte questa rivelazione, c’è poco altro da segnalare a proposito della squadra che domani vedremo all’opera, compresa la decisione sul portiere (“deciderò domattina”, ha tagliato corto il tecnico).
Accanto a lui c’erano il capitano Daniele Ragatzu e il giovane Andrea Marrazzo, autore del gol (l’unico dell’Olbia) contro l’Albalonga. Tutt’e due – al di là della loro carta d’identità – si sono trovati d’accordo sulla “fiducia sulla squadra e sul gruppo”, al di là delle difficoltà di altra natura sulle quali il gruppo dirigente sta lavorando con una massiccia campagna sui social affinché ci sia la dimostrazione che la “connessione” tra la squadra e la città (della quale hanno sempre parlato le gestioni precedenti) si concretizzi per davvero.

