Ha iniziato la professione di giornalista nel 1973 scrivendo per L’Unione Sarda. Dal 1974 è passato alla Nuova Sardegna e lì è rimasto fino al momento della pensione. Tra i numerosi incarichi professionali nella
sua vita di giornalista professionista alla Nuova, c’è stato quello di cronista, di responsabile delle pagine di cultura e spettacolo, capocronista e componente dell’ufficio centrale. Nel suo CV c’è anche una docenza pluriennale di “Scrittura giornalistica” presso l’Università di Sassari e la collaborazione con la testata giornalistica on line di Francesco Giorgioni.
La vita di ogni essere umano è come un pianete in continua evoluzione, sempre alla ricerca di quel livello successivo che altro non è che uno degli step verso la tanto aspirata completezza o almeno la percezione individuale di essa. Cosimo Filigheddu, sassarese, classe 1951, famiglia originaria di Arzachena, ha aggiunto gradualmente nel tempo altri interessanti tasselli alla sua vita professionale, soprattutto dopo il pensionamento, ed oggi è uno tra gli scrittori di narrativa più apprezzato nell’isola oltre che scrittore di commedie rappresentate nei diversi teatri sardi. Il suo primo romanzo risale al 2021 e l’ultimo, “Allo sguardo attento” edito da “Il Maestrale”, è già pronto sulla rampa di lancio, e vedrà la luce tra fine settembre ed i primi di sttobre di quest’anno.
Cosimo Filigheddu sarà ospite della Libreria Giunti di Corso Umberto a Olbia, venerdì 19 settembre alle 19, per presentare il suo romanzo “L’odore della città” (in attesa dell’uscita del suo nuovo libro). Si tratta di un giallo particolare, come particolare e singolare è il modo di scrivere di Filigheddu, il quale non nomina mai le città sfondo dei suoi romanzi ma fornisce velatamente al lettore degli indizi per scoprire il mistero. Anche questo aspetto arricchisce il romanzo perché ognuno può scatenare la propria fantasia catapultando i personaggi del racconto in qualsiasi luogo del mondo.
La storia ha 4 personaggi che diventano quasi subito i principali attori. Sono 4 amici di una vita, legati , nel bene e nel male da un vincolo stabilito tra loro in giovane età. Questo vincolo li porterà a trovarsi davanti a una grave situazione che dovrà essere risolta a tutti i costi insieme, nonostante solo uno del gruppo avesse la responsabilità totale del fatto accaduto. Filigheddu nel racconto traccia le vite dei quattro amici e fa una sorta di autopsia delle loro esistenze non univoche ma bidimensionali, dove una dimensione di se viene proposta quotidianamente alla società e l’altra resta accuratamente celata ad essa.
C’è il bene ed il male. C’è lo yin e lo yang. C’è il bianco e il nero, ma anche il grigio nel romanzo “L’odore della città” di Cosimo Filigheddu . Questi aspetti sono presenti nell’ essere umano, la differenza sarebbe
tutta nella capacità di tenere almeno in equilibrio i due aspetti, nel caso in cui non si riuscisse a far prevalere il bianco… il bene… lo yang.