Fuori farà caldo, domani alle tre e mezzo del pomeriggio. Ma (forse) la temperatura potrebbe essere elevata anche nell’aula consiliare, durante la discussione su una delle opere pubbliche più rilevanti di Olbia, una città affogata dal traffico, dove spesso i residenti si sentono “prigionieri” non solo nei mesi del cosiddetto “overtourism“, ma in quelli che qualcuno si ostina a chiamarli “di spalla“. Si tratta del progetto della Maxi rotatoria – con tutti gli annessi e i connessi – del cavalcaferrovia di via dei Lidi che da una sessantina d’anni a questa parte fa bella (si fa per dire) mostra di sé. Storica croce e delizia (più croce che delizia) di milioni di persone transitate in quel terribile quadrivio che comprende via Galvani, via D’Annunzio e viale Aldo Moro. Un tempo da quelle parti c’era un semaforo, che fu presto eliminato, non solo perché era inutile e fonte di incidenti, ma anche – forse molti non lo hanno notato – perché agli automobilisti olbiesi quelle tre lanterne fanno venire l’orticaria e non da oggi (non è un caso che in città esista un solo semaforo, per favorire la circolazione dei pedoni, in via Principe Umberto, a due passi dal palazzo municipale). Domani insomma l’argomento forte (sul quale quel che resta dell’opposizione sta cercando a fatica di documentarsi) è la demolizione di quell’opera brutta come poche, e la Grande rotonda che passa vicinissima a via Canova, concepita per rendere più agevole la circolazione, secondo un progetto che vede la partecipazione diretta di Rfi e tiene conto di alcuni interventi previsti dal piano idrogeologico.

La seduta comincerà con la convalida a consigliere comunale di Mimmino Sciretti, in seguito alle dimissioni di Rino Piccinnu, il quale sta cercando di sapere (non dipende solo da lui) cosa farà da grande, anche grazie all’eccellente rapporto con Settimo Nizzi e in fondo con tutti i componenti della ristretta mappa del potere cittadino (della quale prima o poi bisognerà pur occuparsi). Consapevole di aver svolto bene il suo ruolo di traghettatore verso la nuova Provincia e di essere stato uno dei fautori del listone “tutti dentro”, lui sa già quale potrebbe essere il suo prossimo campo d’atterraggio, ma non è scontato che il suo partito lo assecondi. Sciretti – è bene precisarlo – diventerà consigliere comunale perché Patrizia Desole, paladina della difesa delle donne da ogni tipo di violenza, ha rinunciato a rientrare in quell’aula senza spiegarne la ragione: il sospetto che anche lei, come pochi altri, non sia più particolarmente organica alla linea dominante del Pd.

Il sindaco di Olbia Settimo Nizzi

Sul punto cruciale dell’ordine del giorno parlerà Settimo Nizzi, il dominus sempre più incontrastato della vita cittadina (e non solo), a fine mese nuovo presidente della Provincia. Nessuno (la maggioranza è tutta piegata su di lui e i pochi dissidenti sono i primi a sorridergli spesso e volentieri; l’opposizione non c’è, e quando c’è è sfilacciata) sembra avere la forza e il coraggio di mettere in discussione le sue decisioni. Comunque, tecnicamente l’assemblea deve votare sulla “adozione variante allo studio di assetto idrogeologico comunale vigente nell’ambito dell’adeguamento idraulico degli attraversamenti ferroviari esistenti sulla linea ferroviaria Cagliari-Golfo Aranci al km 284+477 insistenti sulle Foce delle aste fluviali del canale Zozò e del Rio San Nicola proposta dalla rete delle Ferrovie italiane”. Il primo cittadino spiegherà che, oltre al cavalcavia, sarà demolito il ponte tra viale Aldo Moro e via D’Annunzio (pericoloso in caso di alluvione) per rendere la città più sicura e si capirà nel dettaglio quali terreni interesserà la realizzazione della Maxi rotatoria. Molti olbiesi si sono chiesti: e il treno per Golfo Aranci (notoriamente utilissimo per trasportare… milioni di passeggeri!) che fine farà? Semplice: è previsto un sottopassaggio, forse a quattro corsie. A livello di espropri, uno riguarderebbe in particolare una proprietà (di una nota famiglia di Olbia) che sorge all’angolo tra viale Aldo Moro e via dei Lidi e che comprende un’unità immobiliare e un ampio terreno di pertinenza. Il motore delle ruspe è già in moto?