Alle armi! Alle armi! Combattenti di terra, di mare, dell’aria. L’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. Con accenti più moderni, ma con contenuti simili a questi, da Mentana al Corriere della Sera, le nostre classi dirigenti e il nostro sistema informativo, cercano di abituarci all’ineluttabilità della Terza guerra mondiale. Nei paesi vicini Macron e Mertz allertano gli ospedali affinché siano pronti a curare i feriti in combattimento, e sembra che anche da noi esista un piano del genere. Già immagino questi poveri soldati che telefonano al CUP per un appuntamento a 6/12 mesi, oppure nella sala di attesa del Pronto Soccorso di Olbia nel mese di Agosto. Questo, mentre la presidente Von der Leyen consiglia a tutti gli europei uno zainetto con apriscatole, acqua e altri ammennicoli per resistere le prime 72 ore. Ma è giusto così: basta con queste processioni di vecchiacci sempre appresso a TAC e Colonscopie; basta lamentarsi per tasse e bollette. Tutto per la patria. Non vogliamo burro, ma cannoni. (anche se qualche smidollato preferisce i cannoli). Noi quindi non saremo insensibili al richiamo della patria; io ho già recuperato i gradi di caporale che conservavo per ricordo e persino il berretto da marinaio che usavo durante il servizio militare.
Finalmente facciamo vedere a Israele che non permettiamo un genocidio a pochi chilometri dalle nostre coste, non assisteremo vigliaccamente allo sterminio di decine di migliaia di bambini.
Ma no, sei poco informato, mi dicono, il nemico è da tutt’ altra parte, in un lontano paese, famoso, fino a pochi anni fa, per la competenza e anche per l’avvenenza delle sue badanti. Da li stanno per arrivare le orde dei cosacchi che, dopo aver invaso questo paese, stanno per dilagare in tutta Europa, compreso il sacro suolo della nostra patria.
Finalmente, insieme ai fidi camerati, pardon volevo dire amici, tedeschi spezzeremo le reni alla Russia. Come allora marceremo a fianco di quei popoli che ci accompagnarono in quella gloriosa, anche se sfortunata avventura. Ma questa volta finirà diversamente, questa volta ci saranno anche gli anglo-americani che, allora, decisero di stare dalla parte del nostro nemico. Quindi, bando alle ciance, leviamo in alto i nostri cuori. La parola d’ordine è una e impegnativa per tutti. Vincere e vinceremo.