Metti un centravanti di peso, che segna e regala l’assist vincente per un fantasista che finalmente si sblocca con la medicina più adatta: il gol. Metti una squadra che balbetta per un tempo, dormicchia un po’ in difesa (portiere compreso), eppoi si risveglia dal torpore nella seconda parte del match dopo la strigliata doverosa, dura ma discreta perché non ha voluto rivelarne i contenuti) del tecnico che, nonostante le avversità (di varia natura) si sta dimostrando davvero il valore aggiunto dell’Olbia. Favarin, già. In tanti anni di calcio, al sottoscritto non è (quasi) mai capitato di assistere ai suoi cambi in corsa che, non solo appaiono azzeccati e rimediano a qualche errore di formazione, ma alla fine risultano decisivi anche quando come oggi era indispensabile ribaltare il risultato. E così quest’Olbia tribolata nel portafoglio, ma coraggiosa e gagliarda in campo, oggi occupa il secondo posto in classifica, alle spalle della capolista Monastir.

Convinto del motto secondo il quale “la squadra che vince non si tocca”, Giancarlo Favarin ha schierato all’inizio lo stesso undici che sabato scorso aveva sbancato il campo della Palmese, dopo un primo tempo da manuale e una ripresa tutta sofferenza e contenimento. Accortosi che la sua decisione non corrispondeva per nulla all’approccio più opportuno alla gara, il tecnico non ha perso tempo: doccia anticipata per Lobrano (apparso un pochino affaticato) e Lucarelli (insufficiente) per dare spazio a Saggia e Putzu, un difensore mai domo. Poi, a inizio ripresa, un altro cambio che ha rischiato di far storcere il naso a più di un sostenitore: fuori Deiana Testoni, dentro Furtado, alla fine il migliore in campo. Scelta geniale perché l’attaccante ha pareggiato all’inizio del secondo tempo con un gol da centravanti vero (stop e tiro, su una palla atterrata in area dalla linea del fallo laterale. Non contento, l’attaccante di colore ha fornito un pallone delizioso a Biancu che non ha fallito il raddoppio con un delizioso pallonetto sull’uscita di Grujilic. Un uno-due micidiale che ha spezzato le reni alla Lodigiani, che proprio in settimana aveva cambiato allenatore con la speranza che ci potesse essere la svolta. Che non c’è stata, visto che la squadra romana ha ancora un punto in classifica nonostante le ambizioni, supportate da un paio di individualità niente male come Lancioni e Fontana (l’autore del vantaggio iniziale, favorito come si diceva da un paio di disattenzioni della difesa (Buschiazzo) e da un’incertezza del giovane portiere Perrone).

Roberto Biancu, delizioso il suo pallonetto del 2-1

A fine gara, ecco il festival dei sorrisi che hanno sopperito alle tribolazioni che affliggono la società, alle prese con una situazione finanziaria non proprio tranquilla, senza prospettive concrete di uscire dal guado prima che sia troppo tardi a meno che un aiuto non venga dalle istituzioni. In questo clima comunque l’allenatore ha dichiarato che “aver sempre creduto nel valore dei ragazzi” e di “non aver mai avuto paura che gli avversari potessero pareggiare”, dopo aver espresso la sua “soddisfazione per il carattere messo in mostra anche oggi, sopratutto nel secondo tempo”. Se – come sembra – arriverà qualche rinforzo (domani sapremo di più su un esterno di nazionalità rumena), l’Olbia potrebbe utilizzare al meglio l’ottimo momento. “Finché possiamo contare su calciatori come Ragatzu, Biancu, Maspero– ha sostenuto l’allenatore – e su un gruppo di ragazzi che credono in sé stessi e nel lavoro collettivo, beh, potremo toglierci qualche soddisfazione”.