Vorrei ricollegarmi ad un coraggioso articolo di Giovanni Meloni sulla guerra in Ucraina, coraggioso perché in qualche modo non si accontenta della narrazione ufficiale, quella per la quale noi siamo i buoni e quegli altri sono i cattivi. Non sappiamo come andrà a finire, ma comunque vada, una cosa già la sappiamo.
Sappiamo: “chi ha ha vinto”, “chi ha perso” e “chi ha pareggiato”

  1. I vincitori incontestabili sono gli Stati Uniti, l’industria bellica e i cosiddetti Fondi di Investimento. Sul piano economico gli USA hanno sostituito la Russia come primo esportatore di gas in Europa, e si sono assicurati lo sfruttamento delle risorse minerarie dell’Ucraina per non si sa quanti decenni. Senza contare che hanno ridimensionato le velleità dell’Unione Europea di competere con l’alleato sul piano commerciale. (l’ultimo accordo fra Trump e Von der Leyen ha messo la pietra tombale sulle residue resistenze europee). E se tutto ciò non bastasse, hanno circondato completamente la Russia con nazioni alleate. Per ciò che attiene all’industria bellica ed ai Fondi di Investimento, InsideOver, un centro di analisi internazionale, riporta alcune dichiarazioni dei principali dirigenti dell’industria bellica statunitense, tra cui RX, Lockheed Martin,L3Harris, che, alla fine della presidenza Biden, avevano accolto in maniera entusiastica i nuovi pacchetti di aiuti esteri (diretti a Ucraina, Israele e Taiwan).E chi sono gli azionisti di queste aziende militari? Sono, fra gli altri, Black Rock, Vanguard, e State Street, che si collocano tra i 110 gruppi finanziari più potenti al mondo, peraltro quasi tutti statunitensi. Immaginiamoci che festa dopo l’impegno della nostra Von der Leyen a comprare armi americane per 750 miliardi e l’impegno dei paesi Nato di portare le spese militari al 5% del PIL.
    2.⁠ ⁠Chi ha perso. I perdenti sono con tutta evidenza l’Ucraina e l’Europa. La prima ha perso centinaia di migliaia di giovani in combattimento, e milioni di persone hanno lasciato il paese. Nel 2022 aveva una popolazione già in calo di 42 milioni di abitanti; oggi si sono ridotti a meno di 35 milioni. Parte delle infrastrutture sono andate distrutte, mentre l’intero paese sopravvive solo grazie alle sovvenzioni europee. L’Europa, dal canto suo, attraversa la maggiore crisi economica dal dopoguerra in poi, la Germania, già locomotiva d’Europa registra un pauroso calo della produzione industriale e in tutto il continente sono peggiorate le condizioni di vita dei lavoratori, che si vedono ridurre anche le prestazioni sociali. Adesso, poi, che l’UE e la Nato hanno chiesto molti più soldi per missili e cannoni, qualcuno dovrà pagare il conto, e come al solito saranno i ceti più deboli.
    3.⁠ ⁠Chi ha pareggiato Chi si trova in questa situazione, almeno per ora, secondo la maggioranza degli osservatori indipendenti, è la Russia. Il paese, nonostante le sanzioni occidentali non ha conosciuto quel tracollo economico che ci si aspettava. Ha visto ridursi quasi a zero l’esportazione di idrocarburi verso l’Europa, ma ha trovato nuovi clienti in Cina, India e altri importanti paesi. Sul piano geopolitico, se da un lato ha dovuto subire l’allargamento della Nato ai suoi confini, dall’altro ha tessuto una vasta rete di amicizie e collaborazioni non solo all’interno dei BRICS, che pure rappresentano metà della popolazione mondiale, ma anche in Africa e America Latina.
    Per il bene di tutti sarebbe auspicabile che i Paesi appartenenti alle ultime due categorie di mettessero a un tavolo per trovare una soluzione di compromesso. Purtroppo le classi dirigenti parlano solo di armi e di guerra, nella convinzione che l’unica opzione sia la distruzione dell’avversario.