La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso della Regione Sardegna contro la decisione del Collegio regionale di garanzia elettorale che aveva dichiarato decaduta la presidente Alessandra Todde. Nella sentenza n. 148, la Consulta ha stabilito che il Collegio ha “esorbitato dai propri poteri”, pronunciandosi su un’ipotesi di ineleggibilità non prevista dalla legge e ledendo le attribuzioni costituzionalmente garantite alla Regione. Una seconda sentenza, la n. 149, ha invece dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione sollevato contro il Tribunale di Cagliari, che aveva respinto il ricorso personale di Todde. In sostanza, la presidente resta al suo posto.

Da Bruxelles, dove era impegnata al Forum delle regioni insulari europee, Todde ha commentato con soddisfazione:

“La Corte ha affermato che non spettava né allo Stato né al Collegio di garanzia dichiarare la mia decadenza. Vado avanti a testa alta”.

Il centrosinistra esulta

Nel campo della maggioranza, il clima è di sollievo. “La Corte ci ha dato ragione, possiamo finalmente concentrarci sui problemi della Sardegna”, ha detto il capogruppo M5S Michele Ciusa. Maria Laura Orrù (Avs) parla di “risultato importante, voluto da tutta la Giunta”, mentre Sebastian Cocco (Uniti per Todde) sottolinea che “sono state salvaguardate le prerogative delle istituzioni statutarie”.

Il centrodestra prudente

Più cauto il centrodestra. “Non c’è nulla da festeggiare: le sentenze dichiarano inammissibili i ricorsi, come avevamo detto noi”, afferma il capogruppo FdI Paolo Truzzu, secondo cui “il pasticcio politico resta e ora si attende la Corte d’Appello di Cagliari”. Sulla stessa linea Umberto Ticca (Riformatori) e Stefano Tunis (Sardegna al Centro 20 Venti), che invitano la maggioranza a “lasciare da parte le celebrazioni e mettersi a lavorare”.

Conte: “La giustizia ha parlato”

Il leader del M5S Giuseppe Conte ha difeso la presidente:

“La Corte chiarisce che né il Collegio né il Tribunale avevano il potere di dichiarare la decadenza. I garantisti del centrodestra ora cosa diranno? Alessandra continui a lavorare con passione e determinazione”.

Con la pronuncia della Consulta, si chiude dunque una vicenda che per mesi ha tenuto in sospeso la guida politica della Sardegna. Todde resta presidente e la maggioranza può riprendere il suo cammino senza l’ombra della decadenza.