C’è un angolo di Sardegna dove mito e fantasia si incontrano, dove tra le pietre antiche dei nuraghi si aggirano Topolino, Pippo e Minni. È il villaggio nuragico di Cabras, teatro dell’ultima avventura disneyana che rende omaggio ai misteriosi Giganti di Mont’e Prama. Nel cinquantesimo anniversario della scoperta della celebre necropoli, la storia del topo più famoso al mondo e i suoi inseparabili amici si muovono in una Sardegna arcaica, affascinante ed avulsa nel mistero. Il racconto nasce dall’incontro tra Bruno Enna, sceneggiatore sassarese tra i più apprezzati nel panorama del fumetto italiano (autore per Disney, Bonelli e l’editrice francese Soleil), e Nadia Canu, archeologa ed ex direttrice della Fondazione Mont’e Prama. Dalla loro collaborazione prende forma una storia che unisce divulgazione, fantasia e identità. A mettere nero su bianco la leggenda è il fumettista Luca Usai, originario di Guspini che ha dato forma e colore al progetto. In occasione dell’uscita del fumetto abbiamo incontrato ed intervistato sia Luca Usai che Bruno Enna per comprendere meglio le loro formazioni e come abbia effettivamente preso vita l’idea di inanellare Topolino ai celeberrimi Giganti isolani.

L’ideatore, Bruno Enna, ha sottolineato la quasi casualità con la quale il progetto è partito: “L’idea di scrivere una storia sui Giganti è nata da una chiacchierata con l’allora direttrice della Fondazione Mont’e Prama, Nadia Canu. Io, poi, ho sviluppato un soggetto, che ho proposto alla redazione di Topolino, con l’intento di coinvolgere Luca. Il risultato è un’avventura di ampio respiro divisa in due tempi, ambientata nel passato (apparsa sull’ormai introvabile Topolino n° 3585) che ha spianato la strada ad un’interpretazione umoristica di una delle parti più affascinanti della storia della nostra isola”.

Le tavole firmate da Usai sono un viaggio sensoriale tra pietra, luce e mare. Ogni dettaglio, dalle vesti dei personaggi agli scorci del paesaggio, restituisce una Sardegna sospesa nel tempo. Tra archeologia e immaginazione, tra identità e linguaggio universale, Luca Usai e Bruno Enna hanno regalato a Topolino una nuova avventura che profuma di mirto e vento, un ponte tra passato e presente.

E così, anche i protagonisti assumono un accento isolano: Topolino diventa Topoi, Pippo si trasforma in Pippeddu Beddu e Minni in Minnia. Una metamorfosi che rende la sardità non solo uno sfondo, ma un’anima viva all’interno della narrazione. “La mia passione per il disegno – ha dichiarato Usai – è nata come in tutti i bambini: da piccolo disegnavo di tutto e le cose prendevano forma con un po’ più di facilità del previsto. Allo stesso tempo nasceva la mia curiosità per le storie raccontate attraverso l’animazione Disney, alimentata dai pochi film animati che uscivano in tv a metà degli anni ’80. Quando ho letto sul Topolino la parodia del film Casablanca di Giorgio Cavazzano impazzii per la dirompenza espressiva dei fumetti Disney. Così, nel ‘97, ho frequentato un corso di fumetto a Cagliari e ho capito il profondo potenziale della nona arte nella sua semplicità di realizzazione rispetto alle enormi macchine produttive di film e serie. Da lì il percorso è stato lungo, passando dall’attività con l’associazione Chine Vaganti ai vari concorsi di fumetto, che mi permisero nel 2001 di vincere una borsa di studio allo IED di Milano. Fino ad approdare nel 2006 alla selezione per un corso all’Accademia Disney, associazione interna alla Disney che formava i disegnatori sui personaggi e i modi di disegnare disneyani. È stato Bruno a propormi per i disegni di Topolino: conoscendo bene quei luoghi, soprattutto il Sinis, potevo restituire con autenticità le atmosfere e i paesaggi della Sardegna nuragica. Progetti futuri simili? Con mia enorme gioia posso dire che esiste già un progetto in lavorazione con gli stessi personaggi ma non posso spoilerare altro. Ne riparleremo in primavera” ha concluso Usai.