Da una settimana a questa parte, non sto più dormendo ma credo molto nel progetto Olbia, nel suo brand, come centro di eccellenza di un territorio. Ci sto mettendo tanta passione e tanto amore”.
La presentazione. Abito blu, cravatta gialla, eloquio fluente, Romi Fuke si presenta alla città con la sua prima conferenza stampa alla quale assistono anche i calciatori, l’allenatore Giancarlo Favarin, il club manager Riccardo Pecchi, lo staff tecnico, il segretario Federico Russu, gli impiegati, i magazzinieri oltre a Giovanni Degortes, Checco Milia e Emiliano Giagnoni, il trio che ha dato vita al Comitato di supporto all’Olbia. “Faccio l’imprenditore da quando avevo 23 anni – e ho vissuto fasi differenti, ma credo molto in questa nuova iniziativa – commenta, sorridente – che per certi versi, e con le dovute proporzioni, somiglia molto a un altro ‘caso Como’.
Il triennio. Il progetto di rilancio dell’Olbia “non è di breve respiro, ma è triennale. Nella prima fase (la più complicata) bisogna intervenire per le spese correnti, poi la priorità è rappresentata dall’ampliamento della rosa: ho già parlato con chi di dovere e occorre rafforzare la difesa e l’attacco. I ragazzi però meritano un plauso per i risultati che stanno ottenendo, nonostante le difficoltà che tutti conoscono. Le altre fasi saranno dedicate a costruire e pianificare con la sistemazione dei conti, il consolidamento e la progettualità per il futuro”.
La firma. Manca ancora il closing, e Romi Fuke si sbilancia. “I legali sono al lavoro e nel giro di 7/10 giorni conto di firmare il contratto definitivo. Appena chiudiamo, la prima cosa da fare sarà quella di prendere contatti con l’amministrazione comunale che giustamente ha precisato di voler dialogare con chi ha titolo per rappresentare la società”.
Le idee forza. Partendo dalla “sostenibilità, una parola chiave insieme con la serietà e la trasparenza – prosegue l’imprenditore brianzolo – si tratterà di operare con partner e sponsor per attrarre capitali, ma anche per coinvolgere il più possibile la comunità. Vedo che a Olbia c’è tanto interesse e tanta passione per la massima espressione calcistica della città e questo è un apprezzabile valore aggiunto”.
Lo scetticismo. A domanda precisa sui motivi che (a parte… la corte spietata di Giovanni Degortes) l’hanno portato ad affrontare questa avventura, a partire dallo scetticismo di qualcuno, Fuke risponde così: “Le molle sono state tante: in primis il mio amore per Olbia, città che conosco da molti anni e che frequento appena posso, non solo d’estate. Olbia è diventata molto bella, accogliente, la conoscono tutti anche per la vicinanza alla Costa Smeralda. Il suo porto è il più importante d’Italia, l’aeroporto diventerà internazionale con la linea diretta per New York. Ecco, quando accennavo al brand, volevo dire proprio questo”.
La presidenza. “Mi piacerebbe fare il presidente, ma ci devo pensare bene. Un fatto è certo: vista la passione, la competenza e la fidelizzazione di chi opera già nell’Olbia, nomineremo un direttore generale, un direttore sportivo. Sarà uno staff coeso, lo assicuro”.

