Che cosa starà combinando Renato Soru? Pensa ancora alla politica? Ha rimpianti? Fa il pensionato? Si è iscritto alle liste di disoccupazione? Un turbinìo di domande frulla nella testa. Interrogativi alimentati non solo dalla curiosità fine a sé stessa, ma anche ispirati dall’originalità di un personaggio che – come sosteneva un bravissimo maestro di giornalismo – “ti dà sempre un titolo“. A volte encomiastico: “Uno che aveva un’idea precisa della Sardegna e di come doveva essere governata”, sostenevano i suoi fans. “Intelligente sì, ma Presuntuoso, saccente, dotato di scarsa empatia“, replicavano i suoi avversari. Difficile immaginarlo, a meno di settant’anni di età, dopo aver risolto qualche problemuccio legato alla sua villa di Cagliari con la vendita agli eredi di Pablo Picasso della sua proprietà di Villasimius, impegnato a visitare i cantieri o a frequentare i giardinetti con i nipotini. Zitto zitto, l’ex governatore della Sardegna, dismessi gli abiti forse un po’ sdruciti di mister Tiscali e quelli di europarlamentare del Partito Democratico, ha ripreso a lavorare “a tempo pieno” (testuale), ritornando a coltivare, sviluppandole sotto tutti i punti di vista, la passione e la competenza per le tecnologie. “La politica? Sì, la seguo da lontano, ho le mie opinioni, ma non mi va tanto di parlarne: tornare al mio vecchio lavoro mi dà molte più soddisfazioni”. E così si scopre che “cinque anni fa” – racconta, con un pizzico di riottosità mista a imbarazzo – Soru si è fatto “abbagliare” da un Istella un’infrastruttura tecnologica fondata da lui che oggi si avvale del lavori di un team di una ventina di persone (tra dipendenti e collaboratori), sede a Pisa, unica in Europa che “ha indicizzato 6 miliardi di pagine web (quasi la metà in italiano), analizzato 4 miliardi di interazioni social e organizzato centinaia di milioni di contenuti multimediali”. La specializzazione di Istella – che coincide con un importante salto di qualità – riguarda l‘intelligenza artificiale generativa. E per ampliare il suo campo d’azione e rafforzare il business anche sotto il profilo finanziario, Renato Soru (maggior azionista e presidente esecutivo della società) e il suo socio Domenico Dato, ha messo a segno un colpaccio: Dedagroup, fatturato di 700milioni di euro, ha acquisito dopo un aumento di capitale il 39% di Istella. L’operazione rientra nella strategia del gruppo con sede a Trento di rafforzare le proprie competenze nell’AI e supportare aziende, istituzioni finanziarie e Pubblica Amministrazione nella trasformazione verso modelli di business.
“Abbiamo sempre creduto – aggiunge Renato Soru – che l’Europa dovesse sviluppare una propria infrastruttura di raccolta della conoscenza e la creazione di modelli linguistici basati su dati di qualità e su competenze italiane. Con Istella abbiamo intrapreso proprio questo percorso. Dapprima realizzando grandi motori di ricerca per il web e poi mettendo a disposizione tali tecnologie per clienti come l’Istituto Treccani, il Senato della Repubblica con la digitalizzazione della sua Biblioteca, e Infocamere. L’ingresso di Dedagroup nel capitale rappresenta per noi un passo decisivo perché ci consente di reperire le risorse per proseguire il nostro percorso di sviluppo di tecnologie stato dell’arte e svolgere un ruolo di primo piano a sostegno della sovranità tecnologica e dell’economia italiana. Siamo convinti che, insieme, possiamo accelerare la diffusione di un’AI generativa europea, trasparente e conforme ai contesti regolamentati in cui operano imprese, istituzioni finanziarie e Pubblica Amministrazione. Insieme saremo più efficaci nel promuovere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella PA e nelle imprese italiane, come vero motore di crescita, innovazione e competitività». Soru infine sottolinea che “anche con questa attività possiamo dare una mano alla Sardegna. Come? Cerchiamo ingegneri bravi, competenti. Siamo pronti ad assumerli e ad occuparci anche della loro formazione”.

