La segreteria cittadina del Pd e il gruppo consiliare dello stesso partito hanno diffuso oggi un comunicato per “esprimere ferma solidarietà alla testata giornalistica Olbianova colpita dagli ultimi provvedimenti di esclusione da parte dell’Amministrazione comunale”. Secondo i Dem, questa “è la conferma di un segnale inequivocabile di una visione che fatica a tollerare il dissenso e la libera espressione culturale”. Dopo aver ricordato che la stessa decisione di “embargo” fu adottata nei confronti della testata Olbia.it, nel documento, si rileva che “questo metodo di chiusura è stato applicato sistematicamente ai principali atti che segnano il futuro della nostra comunità. Lo abbiamo visto nella stesura del PUC e del PUL, nell’imposizione del regolamento sulle insegne, nell’aumento della TARI e nella gestione del servizio rifiuti, fino alla delicata questione della sicurezza urbana. In tutti questi passaggi cruciali, la logica è stata la stessa: nessuna partecipazione reale, nessuna apertura alle osservazioni critiche, ma solo decisioni calate dall’alto. Questo atteggiamento non colpisce solo i giornalisti, ma l’intera società civile. È lo stesso muro di gomma contro cui si scontrano da tempo i Comitati di Quartiere, che chiedono risposte su problemi concreti della gestione urbana e non vengono ricevuti per anni non appena portano alla luce inefficienze. Le Associazioni del territorio vengono coinvolte solo se accondiscendenti e sistematicamente emarginate se i loro rappresentanti scelgono di analizzare criticamente l’operato amministrativo”. Ed ecco l’affondo nei confronti del primo cittadino. “Se questo è il trattamento riservato a chi ha il compito di informare e interrogare il potere, c’è da chiedersi quale sia il clima per l’intero tessuto economico e istituzionale della città. Questa gestione, che sembra confondere il ruolo di amministratore pro tempore con quello di padrone assoluto della città, lancia un messaggio inquietante. Emerge il rischio che si instauri un clima di generale cautela, dove ogni attore sociale — sia esso un imprenditore, un professionista o un operatore pubblico — possa temere che il proprio rigore o il proprio senso critico vengano percepiti come un ostacolo, invece che come una risorsa. Una città complessa come Olbia non può essere amministrata come un feudo privato dove il dialogo è un premio concesso solo a chi non mette mai nulla in dubbio. Chiediamo – conclude la nota del Partito democratico – che le istituzioni tornino a essere la casa di tutti i cittadini e che si rispetti il diritto della stampa di fare il proprio lavoro: informare, analizzare e, soprattutto, interrogare chi amministra la cosa pubblica”.
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Informazione, il Pd attacca il sindaco: “È la conferma di una visione che fatica a tollerare il dissenso”
Documento della segreteria e del gruppo consiliare dei Dem dopo la decisione del primo cittadino di escludere una testata giornalistica dall’invio di comunicazioni ufficiali e dalle conferenze stampa. “Si confonde il ruolo di amministratore pubblico da quello di padrone assoluto della città”
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