Se Sparta (Olbia) piange, Atene (Tempio) non ride. È un periodo calcistico molto travagliato quello per le due città galluresi. Per l’Olbia per le note vicende societarie, per il Tempio, invece, per la decisione del presidente Salvatore Sechi di giocare la partita interna di domani a Santa Maria Coghinas, a ben 35 km di distanza. La causa è l’indisponibilità del terreno gioco dello stadio Nino Manconi, per le piogge cadute recentemente. E così è scoppiata la protesta degli abbonati del Tempio, perché il Comune aveva regolarmente messo a disposizione un’altra struttura della città, lo stadio Bernardo Demuro, ma la proposta non è stata accolta dalla società azzurra che ha preferito giocare dove si sta allenando, a Santa Maria Coghinas. L’oggetto del contendere è una diatriba in corso per l’utilizzo del Bernardo Demuro da parte del Tempio, campo dove i galletti possono allenarsi in caso di maltempo (come da accordi tra le due società e il Comune), per non rovinare il tappeto erboso del Manconi. Sarebbero infatti volate parole grosse il 14 gennaio scorso sul terreno sintetico di gioco del Demuro, tra lo staff della Civitas (che utilizza la struttura) e quello del Tempio. Così da allora i galletti quando non hanno utilizzato il Manconi (struttura concessa dal Comune in uso esclusivo ai galletti), sono andati ad effettuare le loro sedute di allenamento prima nella vicina Luras e poi a 35 km a Santa Maria Coghinas. Da qui la scelta di giocare la prossima gara, per la prima volta nella storia della squadra azzurra, fuori dalla città, pur avendo una struttura disponibile in loco, con tutti gli strascichi del caso. Adesso si spera che dopo questa clamorosa decisione i toni si calmino ed il buon senso torni a regnare nel calcio tempiese, perché queste tensioni non fanno bene in primis ai tifosi, che devono spostarsi per poter veder giocare la loro squadra del cuore, poi alla squadra stessa che è da un po’ di tempo in crisi di risultati, ed infine anche all’immagine della città. Ecco di seguito la lettera diffusa dai supporter azzurri: 

“Siamo un nutrito gruppo di tifosi che segue da sempre il Tempio in casa ed in trasferta, e francamente siamo rimasti molto sorpresi in negativo, dal fatto che il Tempio giocherà domenica la gara interna con il Villasimius a Santa Maria Coghinas. Perché? Il Comune aveva dato piena disponibilità del Bernardo Demuro per la partita, si poteva andare anche a Calangianus, assurdo andare a giocare a 35 km di distanza. Francamente la riteniamo una decisione penalizzante e non edificante per noi tifosi e cittadini tempiesi. Pensate se la Torres giocasse a Castelsardo con il campo del Latte Dolce disponibile? Sarebbero stati contenti i suoi tifosi? E gli abbonati che hanno pagato in anticipo? E le persone che non si possono spostare da Tempio e che hanno già perso la partita in casa con l’Iglesias? E’ giusto che debbano spostarsi e non possano vedere più giocare la squadra del cuore nella loro città? Oltretutto neanche in trasferta possiamo più andare, dopo quella di Santa Teresa ci è stata vietata anche quella di Carbonia. Il Tempio si chiama così perché è la squadra della nostra città, ed è qui che i galletti devono giocare. Anche perché vista la disponibilità del Demuro questa scelta non è giustificabile. Vabbè che siamo quasi a Carnevale ma certi scherzi non sono ammissibili”.