Un project financing da oltre 5 milioni di euro, vent’anni di gestione dei parcheggi e un canone per il Comune che, secondo gli atti di gara, potrebbe fermarsi a 20 mila euro all’anno. È questa la sintesi di una procedura che rischia di trasformare un servizio oggi redditizio per la collettività in una rendita quasi garantita per un privato. Dopo il via libera della Giunta municipale che nel 2024 ha dichiarato “la fattibilità e la rispondenza al pubblico interesse della proposta di partenariato pubblico-privato” e a un anno dall’indizione della Conferenza dei servizi decisoria (30 dicembre 2024), la procedura di gara, partita con il bando pubblicato alla vigilia di Natale 2025, è ora entrata nella sua fase operativa: qualche giorno fa infatti, esattamente il 10 febbraio 2026, si è tenuta la prima seduta di gara per la verifica della documentazione amministrativa delle offerte ricevute. Qualora non ce ne dovessero essere, il promotore del project avrà la strada praticamente spianata. Ma andiamo con ordine.
La gara prevede una concessione di lavori e servizi in finanza di progetto: il privato realizza le opere e poi gestisce i parcheggi per 20 anni, incassandone i proventi e versando al Comune un canone che, alla luce dei numeri in gioco, appare sproporzionatamente basso. Il confronto con la situazione attuale è impietoso. Nel 2024 la GESECO srl (la municipalizzata del Comune) ha versato nelle casse comunali 914 mila euro di canoni concessori per la gestione dei parcheggi costieri. Con il project financing, invece, il canone proposto sarebbe quaranta volte inferiore, a fronte di ricavi stimati di circa 2,2 milioni di euro medi annui. Complessivamente, il concessionario potrebbe incassare in 20 anni tra 38 e 44 milioni di euro, a fronte di un canone complessivo di appena 400 mila euro. A rendere il quadro ancora più sbilanciato è il sistema dei punteggi: 80 punti all’offerta tecnica e solo 20 all’offerta economica. In pratica, il canone pesa pochissimo nella valutazione e, anche in presenza di più concorrenti, è difficile immaginare un reale miglioramento a favore del Comune.
Il Piano Economico-Finanziario del promotore delinea un’operazione altamente redditizia e poco rischiosa per il concessionario. Gli indicatori economici, pur senza entrare nei tecnicismi, mostrano margini molto elevati e una capacità di rimborso del debito ampiamente superiore al necessario: un equilibrio che appare orientato più alla tutela del privato che ad un ritorno equo per la collettività. Ancora più critico è il tema del rischio d’impresa. Il progetto presuppone incassi prevedibili, ma non trasferisce al privato una quota adeguata di rischio a favore del Comune. Si sarebbe potuto e, secondo molti, dovuto legare il canone agli incassi effettivi, con un minimo garantito più alto e una quota crescente nei periodi migliori, oppure introdurre meccanismi di reale condivisione dei ricavi oltre determinate soglie. Sul fronte dei lavori poi, il Disciplinare lascia ampi margini di flessibilità nei tempi: le scadenze sono legate a “periodi” e possono essere riallineate alla data del contratto. In pratica, l’intervento più costoso e controverso, il parcheggio seminterrato che cancellerà Piazza Segni, può essere concluso con grande gradualità, mentre il concessionario può già incassare subito dai parcheggi del litorale, prima di aver completato l’opera principale.
L’area oggetto di concessione comprende oltre 1.700 stalli tra auto, moto, camper e bus. Circa 900 posti sono sul litorale, ai quali si aggiungono quelli urbani di Porto Cervo, Baja Sardinia, Cannigione e Poltu Quatu. A questi deve aggiungersi, per la prima volta ad Arzachena, la sosta a pagamento nel centro storico. Il progetto introduce 118 stalli a pagamento, ma solo poco più di 30 sono quelli legati al nuovo parcheggio di Piazza Segni. Tutti gli altri esistono già e devono solo passare da strisce bianche a strisce blu. Di fatto, decine di parcheggi vengono consegnati al privato “chiavi in mano”, senza quasi alcun nuovo onere di investimento, mentre i proventi confluiranno integralmente nelle sue casse. Non sorprende, quindi, che diversi osservatori ritengano l’operazione potenzialmente svantaggiosa per le casse comunali. Il dibattito pubblico, tuttavia, resta sorprendentemente sottotono: nonostante il forte squilibrio dell’operazione, le critiche istituzionali sono pressoché assenti, così come prese di posizione nette da parte dell’opposizione consiliare.
La domanda finale resta: era davvero necessario togliere i parcheggi dalla gestione pubblica della GESECO. — che nel 2024 ha fruttato al Comune 914 mila euro — per orientarli verso una gestione privata così sbilanciata? La gara è solo all’inizio e potrebbero passare mesi prima dell’aggiudicazione definitiva; non è da escludere che possano intervenire correttivi. Ma una cosa è già chiara: questo project financing solleva interrogativi sull’equilibrio tra interesse pubblico e profitto privato ad Arzachena.

