Anelli, Perrone, Putzu e Santi. L’arbitro Saccà di Messina ha calcato la mano e il giudice sportivo ha emesso il verdetto: quattro assenze (ma solo quelle di Anelli e Santi riguardano la gara persa malamente con il Montespaccato) alle quali bisogna aggiungere quella del mister Daniele Livieri, appiedato per due turni come Santi (il team manager Pietro Rudellat espierà la… pena solo il 17 aprile). Complicazioni in più pensando alla trasferta di domenica contro la Flaminia Civita Castellana. L’overdose di cartellini rossi – oggetto dell’esposto presentato dall’Olbia contro il direttore di gara (che non sappiamo quanti effetti sortirà: lo scopriremo solo vivendo) – al di là del valore (scarso) dell’arbitro in questione, potrebbe però essere generato anche da un eccesso di nervosismo. Questo almeno emerge da una comunicazione riservata giunta a Moroseduto da parte di un calciatore dell’Olbia che preferisce mantenere l’anonimato (“almeno per ora”) e che sostiene di “interpretare lo stato d’animo di alcuni compagni”. L’interlocutore parla di “un clima particolare negli spogliatoi, caratterizzato da toni molto accesi che non giovano a quella serenità che sarebbe molto utile in questo momento difficile che stiamo vivendo. Speriamo di sbagliare”. Il messaggio continua, ma è preferibile fermarci qui per soffermarci su una serie di fatti incontrovertibili, alcuni dei quali sono basati sui numeri. Che non mentono mai.

  1. Oggi l’Olbia è terzultima in classifica e, se il campionato finisse ora, finirebbe direttamente in Eccellenza, senza passare per i play out.
  2. Da quando il club è passato alla Prosoccer srl, sono state giocate cinque partite che hanno generato solo due punti sui quindici a disposizione. Due pareggi, nessuna vittoria come per esempio era ipotizzabile alla vigilia dell’ultimo impegno contro il Montespaccato.
  3. Il 18 novembre scorso, dopo l’approvazione del bilancio 2023/24 e l’aumento di capitale, in seguito al quale la proprietà del club era rimasta al 100 per cento alla Swiss Pro, l’Olbia occupava la nona posizione in classifica a pari punti con Monastir, Latte Dolce e Cos. E in molti ricorderanno che in quei giorni le esternazioni pubbliche (sui social, con robusto condimento di vetriolo) e private sulla necessità di una svolta dal punto di vista societario oltre che da quello sportivo non si contavano. Dopo aver demolito in particolar modo l’ipotesi del passaggio della società al gruppo di Romi Fuke. Lo stesso con il quale l’attuale plenipotenziario Ninni Corda ha preso contatto di recente per valutare l’ipotesi di una collaborazione.
  4. Le scelte compiute nell’ultima gara ancora oggi rimangono senza una spiegazione. Le domande che avremmo voluto porre al tecnico Daniele Livieri sull’inedita composizione della difesa (Putzu centrale ad esempio), sulla mancata presenza (anche dalla panchina) di Buschiazzo, sulla composizione della linea avanzata (Biancu accanto a Ragatzu) e su quella dello stesso centrocampo, non sembrano esempi da imitare sul campo della comunicazione. Dopo la partita di domenica, il club ha solamente comunicato la notizia dell’esposto contro l’arbitro. Stop. Non diamo credito ad altri rumors sulle risorse finanziarie non verificati, non verificabili né suffragati da prove. A poche ore dall’impegno contro la Flaminia Civita Castellana, forse è il momento di riordinare le idee, di smussare gli angoli, di attenuare i toni, di chiamare a raccolta chi veramente tiene al bene dell’Olbia, al di là di questo o quello schieramento, e del livore che ha caratterizzato una fase tutta da dimenticare.