Cresce in Italia la preoccupazione per la presenza di un gran numero di basi militari USA che potrebbero partecipare alla guerra contro l’Iran, un conflitto questo che rischia di estendersi ben oltre il Medio Oriente.
Per fortuna la nostra premier ci ha subito assicurato: in qualunque caso i militari USA non possono usare queste basi con fini offensivi e, in ogni caso, devono chiedere autorizzazione all’ufficiale italiano in comando in ciascuna base.
Purtroppo, appena finito di comparire in tutte le reti televisive italiane e dell’intero globo terraqueo, è arrivata una telefonata, molto allarmata, del colonnello Buttiglione al comando di una delle principali basi americane.
“Signora presidente, gli americani stanno facendo partire un gran numero di aeromobili verso oriente, con destinazione sconosciuta”.
“A colonnè mo’ sto impicciata con la famiglia del bosco, chiedilo alli americani che stanno a fa, faje sapè che so la mejo amica de Tramp”
Lo sventurato colonnello, chiuso nel suo sgabuzzino alla periferia del campo, messo li dagli americani che non avevano altro spazio, sente rombare i motori di decine e decine di velivoli pieni di bombe e missili; così rompe gli indugi e telefona al comandate americano, per avere delucidazioni.
No problem, my dear, We’re doing test flights, and my kids are so excited that I want to try flying, and if I don’t, there’ll be a real war, with my wife. You’re invited to my barbecue tonight anyway, tell Meloni we’re in charge, and if we don’t like it, we’ll bomb their villa with the poo”l. Scusate l’inglese maccheronico (nessun problema, amico mio, stiamo facendo voli di prova, e i miei figli si sono ficcati in testa che vogliono provare il volo e, se non lo faccio, scoppia una vera guerra, quella con mia moglie. Piuttosto sei invitato alla grigliata di stasera a casa mia. E digli a sta meloni che qui comandiamo noi e se ci scoccia gli bombardiamo la villa con piscina).
Sempre più agitato il nostro povero ufficiale chiama il ministro Crosetto, ma per sbaglio gli passano il ministro Nordio , che fa cadere l’ultimo spritz per prendere la cornetta del telefono. “Chi parla, hic, chi? Gli americani? Che? Va bene, va bene, gli dica agli americani di lanciare sull’Iran i volantini per la separazione delle carriere dei magistrati. Hic. E comunque adesso sono molto occupato con la questione dei bambini del bosco. Hic. Stia bene”.

Non resta che chiamare di nuovo la Meloni “Presidente, è urgente, qui gli americani non ci danno retta e usano la base per fare la guerra all’Iran
“O coso, nun me sta a rompe li c…., li americani so amichi de noantri. Lassali bombardà a chi vonno, anzi se c’avanza quarche missile, falli sparà su quarche magistrato. Se me chiami nantra vorta te manno a Perdasdefogu e te faccio sordato semplice a lavà li cessi.” A questo punto, mentre il colonnello cerca di replicare, un missile iraniano scoppia sull’ufficio italiano e si interrompe la comunicazione.
Il comunicato del ministero della difesa rende noto che un ufficiale italiano è rimasto ferito per l’esplosione di una stufetta a gas ormai fuori norma. Lo stesso giorno la presidente del consiglio è accorsa al suo capezzale per esprimergli la solidarietà del governo e del paese tutto per l’eroismo dimostrato nello spegnimento delle fiamme, che rischiavano di lambire il prato dove ufficiali americani cucinavano hamburger e wurstel sul barbecue, col rischio si una crisi diplomatica fra i due paesi.