Ninni Corda non ci sta. Il direttore tecnico dell’Olbia contesta in maniera esplicita e colorita l’avvocato Mauro Cavalli, che definisce “un azzeccagarbugli che ignora le norme del diritto sportivo”, a proposito della condanna dell’Olbia al pagamento di circa 5700 euro al centrocampista Lorenzo De Grazia. “Tre giorni per pagare? – osserva Corda – non esiste proprio. Li dia a sua sorella, i tre giorni: non sta scritto da nessuna parte. L’Olbia ha trenta giorni di tempo e pagherà entro la scadenza prevista. Solo se non rispettasse questo termine, scatterebbe la penalizzazione. Siccome pagheremo, non c’è alcun pericolo di perdere altri punti a tavolino”.

Il direttore è un fiume in piena. Riconosce che a De Grazia quei soldi spettino “ma a novembre, quando il calciatore ha fatto la vertenza, nessuno si è costituito per opporsi”. Cavalli però ha dichiarato al sottoscritto che neanche nell’udienza del 20 marzo scorso il club si è costituito. “Era inutile – replica Corda -, ormai il danno erà già stato fatto”. Chiaro il riferimento alla gestione precedente alla Prosoccer.

LE LIBERATORIE. “Sulle liberatorie al 31 dicembre 2025, è tutto in regola – aggiunge -, abbiamo la certificazione ufficiale della Covisod che il 9 febbraio ha certificato l’esito positivo dell’istruttoria per cui siamo tranquilli anche in questo senso. Arriveranno sicuramente anche altre richieste di denaro, e le valuteremo caso per caso. Santi, per esempio, ci ha rinunciato. In questo momento difficile, l’avvocato Cavalli ha voluto creare solo malumore. Quanto a De Grazia, poi, vorrei precisare che anche lui è inadempiente: è debitore di 3mila euro per l’affitto dell’appartamento che occupava quando stava a Olbia”.

LOBRANO. Quanto a Lele Lobrano, Ninni Corda segnala che “non deve avere neanche un euro: non gli spetta nulla. Anzi, siamo noi che ce l’abbiamo con lui perché eravamo d’accordo sul suo ritorno a Olbia e poi si è tirato indietro. Finché ci saremo noi, per Lobrano le porte dell’Olbia saranno sbarrate”.