Farà caldo domani a Scafati. Ma la notizia non è da bollettino meteo: dalle 14,30 in poi, allo stadio “Vitelli” della città salernitana sarà festa grande. Ingresso gratuito per tutti, intanto. Consegna del premio per la vittoria del campionato, dominato con la forza di uno schiacciasassi. Quindi, sfilata per le vie del centro con un pullman scoperto all’interno del quale troveranno posto i calciatori, lo staff tecnico e i dirigenti della Scafatese. E lì, ad assistere questa orgia di colori, ci sarà l’Olbia, la tribolata Olbia che però non vuole (e non deve) recitare il ruolo della comparsa. Il calcio è strano e forse è bello anche per questo. Sulla carta, il confronto è impari, somiglia a un ostacolo insormontabile: 75 punti la capolista (23 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta prima di Pasqua), 65 gol segnati, 21 subìti; 29 punti l’Olbia (6 successi, 13 pari 11 stop, 31 gol segnati, 42 subìti). Che si fa in questi casi? Beh, si scende in campo con la doppia consapevolezza che qualcosa di buono si può raccogliere non tanto per il valore tecnico, quanto per un (possibile) calo di tensione che deriva proprio dalla mancanza di stimoli. L’aver perso l’imbattibilità contro il Trastevere paradossalmente è un bene per i bianchi di Livieri: se infatti non ci fosse stata quella battuta a vuoto, la Scafatese avrebbe proseguito a dare il massimo pur di raggiungere il record di imbattibilità. Il secondo vantaggio (almeno teorico) è che l’Olbia, proprio perché è supersfavorita dal pronostico, scenderà in campo con la mente sgombra da assilli, se non quello di rientrare in Sardegna con qualcosa nel carniere anche se il tecnico Livieri ha dichiarato che “cercheremo di conquistare i tre punti”.
Sullo schieramento, c’è poco da soffermarsi nel senso che il tecnico sta facendo i conti con l’infermeria. Oltre a Congiu, infatti mancheranno Cubeddu, Deiana Testoni e Mameli ma più che gli uomini, come sottolineato più volte, conterà lo spirito con il quale la squadra nel suo complesso affronterà gli avversari. Sarebbe davvero il caso che i calciatori più forti, quando al termine del campionato mancano quattro giornate, dessero prova delle loro capacità e della loro importanza all’interno di un gruppo che comprende molti giovani. Il riferimento è soprattutto al capitano Daniele Ragatzu, ma anche al suo inseparabile (in campo e fuori) amico Roberto Biancu, e al bomber Furtado. Da loro ci si aspetta decisamente di più.

