Per chi si fosse distratto, forse giova riassumere la storia relativamente recente dell’Olbia, a partire dal momento in cui le redini del glorioso club furono nelle mani di Alessandro Marino. Sarebbe troppo lungo e complicato (ma non inutile), ricordare gli anni memorabili della gestione ultraventennale Putzu-Selleri-Balata-Sotgiu-Guadagni-Dau-Rodio-Scugugia, per non parlare di quella di Elio Pintus, o dei periodi più brevi) di Pino Scanu e Franco Rusconi. E forse un giorno lo faremo.
L’ERA MARINO. In principio fu Alessandro Marino. Il 30 luglio del 2015, il professore universitario di Pescara, rilevò l’Olbia calcio. Amico personale e azionista di alcune società che facevano capo a Tommaso Giulini, il presidente abruzzese instaurò proprio con il Cagliari un rapporto molto stretto, al punto che numerosi organi di stampa non esitarono a definire l’Olbia come una società satellite del club rossoblù. Grazie a questa partnership, a Olbia arrivarono giocatori bravi e meno bravi, ma in ogni caso la collaborazione fu fruttuosa. L’Olbia, dunque, nel torneo 2015/2016, conquistò la promozione in serie C e occorre dare atto che Marino garantì la permanenza dei bianchi in Lega Pro per otto stagioni. Non poche. Cercò anche di connettere il club che dirigeva con il ceto imprenditoriale della città: un’operazione che non andò a buon fine. In ogni caso, la gestione fu positiva. Fino al 21 ottobre del 2023, quando Alessandro Marino comunicò all’universo mondo la cessione del 70% delle quote alla Swiss Pro, una società presieduta dall’immobiliarista argentino-svizzero Guido Surace, di cui faceva parte con un ruolo molto attivo l’avvocato Benno Raeber di Zurigo. Totale dell’operazione 1,4 milioni di euro. Un affare per Marino e i soci Alexandre Tartara e quel Gian Renzo Bazzu che successivamente ha sempre… sognato di rientrare nel giro e di diventare presidente dell’Olbia, promettendo anche un supporto finanziario alla Prosoccer che però non si è concretizzato. In quell’occasione, fu assicurato che “entro tre settimane” anche il rimanente 30% sarebbe passato di mano. Cosa che non avvenne mai: i tre soci di minoranza infatti non parteciparono all’aumento di capitale deliberato dall’assemblea dei soci dell’Olbia Calcio srl, conseguentemente all’azzeramento delle perdite pari a poco meno di 1,9 milioni di euro.
L’ERA SWISS PRO. La gestione del club da parte del sodalizio elvetico è stata movimentata, ma per un certo periodo ha garantito il pagamento degli stipendi. A un certo punto, per far fronte a incombenze sempre più gravose e per realizzare un programma di grande espansione del club (illustrato in una memorabile e interminabile conferenza stampa di Raeber), comparve un facoltoso finanziatore turco: Murat Yilmaz, quello che può essere considerato il “vero” proprietario della Swiss Pro, anche attraverso del suo rappresentante Lucas Cominelli, portavoce ufficiale e braccio operativo. Uno degli obiettivi dichiarati fu quello di “raggiungere la serie B in cinque anni”. Alla fine di febbraio del 2024, la società svizzera prese come consulente Ninni Corda, al quale fu affidato l’incarico di sovrintendere a tutta la parte tecnica. Ma il 25 novembre dello stesso anno, ci fu la rottura tra società e Corda, il quale fu sollevato da qualsiasi ruolo operativo, pur rimanendo consulente (con la clausola della discrezionalità) fino al 31 marzo 2025, giorno della scadenza del suo contratto. I rapporti tra Yilmaz e la coppia Surace-Raeber s’incrinarono e il turco, che pare avesse sborsato 2,5 milioni, decise di recuperare almeno in parte un po’ di denaro. E così il 15 gennaio 2026, in un’altra memorabile conferenza stampa, l’Olbia passò alla Prosoccer srl. Questa la governance: amministratrice unica Antonina Flavia Fiore, direttore tecnico Ninni Corda, allenatore in prima Daniele Livieri, allenatore in seconda Mario Isoni. L’operazione fu condotta dall’avvocato sardo-bolognese Ivan Demuro e si concluse con 700mila euro da pagare ratealmente (la prossima scadenza di 120mila ero è il 30 giugno prossimo).
LA METEORA PISTILLI. Poco prima, attorno al 20 ottobre, l’imprenditore di Latina Guseppe Pistilli (ramo pasticcerie, pizzerie, panetterie) mandò una pec alla Swiss Pro nella quale manifestava l’interesse a rilevare l’Olbia, salvo poi (pressato dall’ex presidente Alessandro Marino che gli telefonava anche alle 7 del mattino per poter ottenere il passaggio di proprietà di una Porsche acquistata a suo tempo in leasing dall’Olbia calcio) ritirarsi in buon ordine dopo aver pagato un F24 di 3mila euro all’Inps. Questo fu il suo esborso.
IL COMITATO DI SOSTEGNO. Il 26 ottobre 2025, al termine della partita tra Budoni e Olbia (3-2 per i bianchi), il presidente del comitato di supporto all’Olbia Giovanni Degortes (già consulente della società), di cui facevano parte Emiliano Giagnoni e Checco Milia, lo stesso Romi Fuke di cui diremo tra poco e altri professionisti galluresi che avevano aderito al progetto) annunciò lo scioglimento dello stesso dopo aver provveduto all’iscrizione al campionato di serie D e a una serie di pagamenti.
L’ERA FUKE. Nei primi giorni di dicembre 2025, arrivò Romi Fuke. L’imprenditore brianzolo della Sport & Tourism Investments incontrò squadra, staff e alcuni imprenditori locali manifestando l’intenzione di rilevare il club, e pagò una mensilità ai dipendenti e alcuni conti. Il 10 dicembre 2025 la sua società diffuse una nota ufficiale confermando l’interesse per l’acquisizione dell’Olbia, pur chiedendo chiarimenti sulla situazione economico-finanziaria della società. Successivamente, il 22 dicembre 2025, Fuke dichiarò pubblicamente di essere al lavoro “da tre settimane” e di aver già versato un acconto per portare avanti la trattativa con Swiss Pro. Tutto però naufragò definitivamente il 13 gennaio 2026, quando Sport & Tourism Investments annunciò il ritiro dall’operazione parlando di mancanza di trasparenza e impossibilità di completare le verifiche contabili. È notizia recente che Fuke è diventato presidente del Monastir, squadra impegnata nei play off nazionali.

