La partita si gioca a Roma, a Palazzo Madama e a Montecitorio, ma gli effetti potrebbero arrivare fino ai municipi della Sardegna. Quello che stiamo per raccontare sembra un abito su misura, cucito addosso a Settimo Nizzi, che in un colpo solo realizzerebbe il suo sogno di prolungare il suo mandato per la quinta volta; di superare l’imbarazzo di dover scegliere tra i tanti, troppi, pretendenti a raccogliere la sua eredità; di non mettere in difficoltà Gabriela Savigni, seriamente “indiziata” di essere designata (vedasi sondaggio con il suo nome) e tutto sommato lusingata da tanta attenzione. Se la riforma passasse (e in proposito esistono pochi dubbi), Marzio Altana, Marco Balata, Pietro Carzedda, Bastianino Monni, Sabrina Serra (citati in rigoroso ordine alfabetico, casomai qualcuno si dovesse offendere) dovrebbero mettersi il cuore in pace e pensare a organizzare per benino la loro campagna elettorale da consigliere comunale, in vista delle comunali della prossima primavera inoltrata. Di più. Un Nizzi impegnato nella corsa alla sua conferma per la quinta volta, toglierebbe una preoccupazione seria a Pietro Pittalis, al momento il più accreditato per sfidare a suo tempo il centrosinistra per la conquista del governo regionale.

I fatti. Forza Italia ha presentato al Senato un emendamento destinato a riaprire uno dei temi più discussi degli ultimi anni: la possibilità di consentire anche ai sindaci dei Comuni con oltre 15 mila abitanti di svolgere un terzo mandato consecutivo. Una modifica che, se approvata dal Parlamento, cambierebbe un principio rimasto finora immutato per le città medio-grandi, mentre nei piccoli Comuni la normativa è già stata progressivamente allentata.

Pietro Pittalis leader regionale di Forza Italia

Cosa cambierebbe

Attualmente la legge distingue tre situazioni. Nei Comuni fino a 5 mila abitanti non esistono più limiti ai mandati consecutivi. Nei Comuni compresi tra 5.001 e 15 mila abitanti è possibile svolgere tre mandati consecutivi. Oltre questa soglia, invece, il limite resta fissato a due mandati. L’emendamento di Forza Italia eliminerebbe questa differenza, consentendo anche ai sindaci delle città più popolose di presentarsi per una terza volta consecutiva davanti agli elettori. La filosofia della proposta è semplice: lasciare ai cittadini la possibilità di confermare un amministratore ritenuto capace, senza che sia la legge a impedirne la candidatura. Una linea confermata anche dalla capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi. Naturalmente il percorso parlamentare è ancora aperto e l’emendamento dovrà essere approvato da Camera e Senato prima di produrre qualsiasi effetto.

Le ricadute sulla Sardegna

Qualora la modifica diventasse legge, gli effetti potrebbero essere significativi anche nell’isola. Molti Comuni sopra i 15 mila abitanti vedrebbero cambiare le prospettive politiche delle prossime elezioni amministrative. Sindaci giunti al secondo mandato consecutivo potrebbero infatti decidere di ripresentarsi, modificando gli equilibri interni ai partiti e rallentando, almeno in alcuni casi, il ricambio delle classi dirigenti locali. Il dibattito non riguarda soltanto il centrodestra. La questione interessa trasversalmente tutte le forze politiche, perché coinvolge amministratori di ogni schieramento e pone un interrogativo destinato a dividere: è preferibile favorire il ricambio oppure lasciare agli elettori la scelta di confermare un sindaco che ritengono abbia governato bene?

La vicesindaca Sabrina Serra

Il caso Olbia

In Sardegna il caso politicamente più evidente è quello di Olbia. Il sindaco Settimo Nizzi, che sta per concludere la sua quarta esperienza da primo cittadino (è stato eletto nel 1997, rieletto nel 2002, poi sconfitto dal suo ex pupillo Gianni Giovannelli (2011), quindi ritornato nel palazzo umbertino nel 2016 contro Carlo Careddu e nel 2021 contro Augusto Navone). Con la normativa attuale non potrebbe ricandidarsi immediatamente. Se invece il Parlamento approvasse l’emendamento e ne prevedesse l’applicazione anche alle prossime elezioni amministrative, il quadro cambierebbe radicalmente: Nizzi avrebbe la possibilità di chiedere agli olbiesi un nuovo mandato. È una prospettiva che, pur essendo ancora legata all’esito dell’iter parlamentare, inevitabilmente entra già oggi nel dibattito politico cittadino anche se nessuno fino a oggi intende parlarne apertamente (c’è chi gufa, e chi in vece si augura che il Nizzi V imperi ancora). Da una parte potrebbe rafforzare la continuità amministrativa, dall’altra costringerebbe partiti e movimenti che già stavano lavorando alla successione a rivedere strategie, alleanze e candidature. E, nel nome della stessa continuità amministrativa, si spiegherebbe in questo modo il particolare attivismo del primo cittadino di Olbia di questi ultimi tempi, con un presenzialismo sempre più marcato.

Un confronto destinato a far discutere

La proposta arriva dopo anni di discussioni sul tema del terzo mandato, soprattutto per i presidenti di Regione, e apre ora un nuovo fronte che riguarda direttamente i Comuni. I sostenitori della riforma ritengono che debbano essere gli elettori, e non un limite normativo, a decidere se confermare o meno un sindaco. I contrari osservano invece che il limite dei mandati rappresenta una garanzia di alternanza democratica e di ricambio della classe dirigente. Il confronto è appena iniziato, ma una cosa appare già evidente: se il Parlamento dovesse approvare la modifica, in Sardegna e soprattutto a Olbia il panorama politico delle prossime amministrative potrebbe cambiare sensibilmente.

A breve, cercheremo di capire cosa accadrà o cosa potrebbe accadere nello schieramento opposto che non ha ancora deciso se fare pressing sul vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni (tirato in ballo per il caso “Cala Finanza”) oppure individuare l’antagonista del centrodestra all’interno del Pd, al quale spetta naturalmente la nomination. In ballo ci sono i nomi di Ivana Russu, Gianluca Corda e Rino Piccinnu.