Dopo i recenti episodi di violenza avvenuti in via Fiume d’Italia, il Gruppo consiliare del Partito Democratico di Olbia critica l’ordinanza del sindaco Settimo Nizzi che introduce il divieto di sosta e fermata lungo la strada, definendola una misura «emergenziale e di facciata», incapace di affrontare le cause del degrado.

Secondo il PD, il problema della zona, segnata da spaccio, tossicodipendenza e consumo di alcol già dalle prime ore del mattino, viene denunciato da anni senza che siano mai stati adottati interventi strutturali. In Consiglio comunale la capogruppo Ivana Russu aveva già chiesto provvedimenti mirati, tra cui il divieto temporaneo di vendita da asporto di alcolici, la chiusura anticipata delle attività più problematiche e un piano straordinario di controllo del territorio.

La capogruppo consiliare del Pd Ivana Russu durante una recente intervista

Per i democratici, il divieto di sosta finisce invece per penalizzare i residenti, in particolare anziani e persone con disabilità, senza risolvere il problema, che rischia semplicemente di spostarsi in altre aree della città. Vengono inoltre evidenziate le difficoltà per chi vive e lavora nella zona, anche per l’assenza di spazi dedicati al carico e scarico delle merci.

Il gruppo ricorda che soluzioni analoghe, come la rimozione delle panchine in via Vittorio Veneto, non hanno eliminato il degrado ma lo hanno soltanto trasferito altrove.

Pur riconoscendo l’imminente progetto di riqualificazione urbana dell’area, il PD sostiene che la città non possa attendere i tempi dei cantieri e chiede interventi immediati. Esprime inoltre preoccupazione per situazioni simili che si stanno sviluppando anche in viale Aldo Moro, nei pressi dello stabile occupato, e in altre zone del centro storico.

Tra le richieste avanzate figurano l’istituzione di un presidio fisso concordato con Questura e forze dell’ordine, il potenziamento delle unità di strada della Croce Rossa e un maggiore investimento nei servizi sociali e nella prevenzione delle dipendenze.

«La sicurezza – conclude il Partito Democratico – richiede interventi continui, coordinati e strutturali, non provvedimenti adottati sull’onda dell’emergenza».